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Loppis @ Atelier FORTE: il natale più nordico che Milano abbia mai visto

duilio forte atelierVenerdì 13 può suonare inquietante per gli americani, non di certo per gli svedesi che, come ogni anno, si apprestano a festeggiare il giorno di Santa Lucia, una delle tradizioni più poetiche del natale nordico: all'alba le bambine, vestite di bianco e illuminate da coroncine di luci, risplendono nel buio inverno svedese accompagnate da folletti e cantando cori mentre distribuiscono agli spettatori biscotti alla cannella, allo zenzero e allo zafferano. Ed in casa, al mattino, spetta a loro portare la colazione a letto ai genitori.
 
Venerdì anche Milano avrà la sua festa di Santa Lucia. Arriva Loppis, nome svedese per il mercatino delle pulci che ogni famiglia allestisce nel proprio giardino o garage, che durerà non uno, ma ben tre giorni, fino alle 20 di domenica, nella casa-atelier, o meglio nel mondo fatato, dell'architetto Duilio Forte.
 
A partire dalle 18 ci sarà l'inaugurazione di ArkiZoic Circus, mostra delle opere e delle sculture di Duilio a cavallo tra sogno e virtualità ed involucri meccanici e "ferrosi" a ricoprire web radio e nuovi linguaggi di programmazione. Non più solo palafitte di legno che si ergono come ciclopiche giraffe, ma corpi analogici che parlano html e si spandono in uno spazio, l'intricata "casa sull'albero" di Duilio, anch'essa un capolavoro, come suoi abitanti indiscussi. Lasciate che uno di loro mangi una vostra moneta da 1€: ritroverete una vostra foto online.
 
Una delle deliziosissime docenti madrelingua di YESchool, istituto di lingue nordiche, terrà una lezione di svedese nel grande laboratorio/teatro dell'atelier, dove probabilmente uno degli aitanti aiutanti dell'architetto (sempre attorniato da giovani architetti/designer stranieri volenterosi di fare un'esperienza con lui) vi offrirà pandoro e vin brulè.
 
La Nave dei Folli, invece, comitiva di teatranti e saltimbanchi, contribuirà, al pari di una cornice che si configura essa stessa come un'esperienza strabiliante, a condurvi in un'altra dimensione, non più sogno e fantasia, ma oltre il sogno e oltre la fantasia possibili. Poi un concerto, un mercatino, le polpette a 1€ servite nel Tabernarium dell'assurda magione incantata. E la possibilità, anzi la certezza, di incontrare e discorrere con gli Umpa Lumpa di Duilio, socievoli stranieri venuti da altri mondi, mentre si libra sull'altalena sospesa tra i variopinti e polverosi volumi della sua vastissima biblioteca.
 
Un po' come il Vittoriale di D'Annunzio, la dimora dell'architetto, gremita di carte, mappamondi, telescopi, bauli, scheletri in ferro, scale a pioli, nicchie segrete, botole e porte invisibili, riflette il suo concetto di identità tra arte e vita. In essa si scopre il senso, ormai perduto, della meraviglia e si torna curiosi come lo sono i bambini.
 
Per accedere al rudere scandinavo (ricavato in realtà da un'antica fornace industriale e ristrutturato apparentemente al di là di ogni legge fisica o norma sulla sicurezza), basta iscriversi all'associazione Vik, e riuscire ad arrivare, senza perdersi tra le nebbie della campagna padana, in via Corelli, 34, zona Lambrate, su per giù.
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