Maschere. Identità nascoste. Un percorso nella grafica tra rappresentazione e illustrazione

marionetteIn corso a Palazzo Morando una mostra che esplora il tema della Maschera in genere e nei tipi della Commedia dell’Arte, attraverso la produzione grafica italiana ed europea dal Cinquecento al Novecento. Incisioni, affiches, illustrazioni da periodici e volumi, inoltre creazioni tridimensionali e marionette.

L’eloquente titolo indica due valenze nei documenti presentati. Una prima storiografica, per la quale le opere mostrano il fenomeno nel contesto storico e garantiscono, una diffusione tale da varcare i confini italiani, così da rendere le Maschere della Commedia un elemento identificativo della nostra cultura in Europa.

Nel secondo caso si celebra il mito iconografico e della performance dal vivo, in opere valide anche da un punto di vista artistico.

callotNelle prime sale vediamo nelle stampe dei Bertelli, XVI secolo, le più antiche raffigurazioni dei “tipi” veneziani. Abbiamo con Jacques Callot, importante incisore francese del XVII secolo, uno spaccato, tra realtà e fantasia, di ciò che si vedeva nelle piazze italiane, dei personaggi italiani: Zanni, Pulcinella, Scarpino. Callot ebbe un grande successo e le sue opere furono molto copiate in diversi formati già al tempo, con una didascalia di carattere umoristico satirico, assai utile per la contestualizzazione.

Si decreta così il successo, ma soprattutto la diffusione del tema. Nelle sale successive la produzione a stampa rappresenta i ritratti degli attori stessi: inizia a delinearsi dal ‘500 la figura dell’attore, e queste immagini erano note come per noi oggi quelle dei divi cinematografici.

Una sala illustra le feste di piazza, come ve ne erano in Italia nel XVII-XVIII secolo. E’ di Callot una significativa incisione di veduta e di genere, la Fiera dell’Impruneta, 1620, alle porte di Firenze: si identificano i saltimbanchi e i cosiddetti ciarlatani che attirano il pubblico, spaventando con un serpente ed esibendo una boccetta da vendere come controveleno. Poi piazza S. Marco a Venezia e Piazza Duomo a Milano.

affiche-modaDi seguito la splendida acquaforte del pittore inglese William Hogarth, Southwark Fair (1733). Il punto di vista è quello esterno del viaggiatore, che tende alla visione caricaturale e di insieme del mondo di piazza. Il gusto, e quindi il successo,  veniva da quell’idea di stranezza, di grottesco che ispira la figura dell’attore che vive “al rovescio”, lavorando nel giorno dedicato alla festa e al riposo.

Esemplari straordinari sono le Marionette della Compagnia Colla, XIX secolo. Creano effetti tridimensionali le vedute ottiche, telai dipinti con scene teatrali dove alcune parti sono in carta oleata, per fare trasparire la luce di candele posizionate sul retro, e la riproduzione di un teatrino ottico, da “esibire” con l’ausilio di uno specchio.

Altre stampe del XVIII secolo rappresentano la festa mondana e galante, e usano i personaggi veri e propri della Commedia come spunto per divertissement . Più avanti nel tempo, XIX secolo, ecco un estratto del volume di Maurice Sand  sulle maschere italiane.

Interessante la sezione che mostra la notorietà della Maschera anche in contesti non teatrali: ad inizi 900 sono immagini così diffuse da essere prese a prestito per la pubblicità, l’illustrazione d’infanzia e periodici di moda.

Michela

Maschere. Identità nascoste. Dalla Commedia dell'Arte al Novecento

Dal 26 settembre 2013 al 12 gennaio 2014

Palazzo Morando | Costume Moda Immagine
via Sant’Andrea 6, Milano
Orari:
Dal martedì alla domenica 9,00-13,00 / 14,00-17,30. Lunedì chiuso.
Ingresso libero
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