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Kandinsky, la Collezione del Centre Pompidou di Parigi in mostra a Palazzo Reale di Milano

Kandinsky. La collezione del Centre Pompidou è il titolo della mostra che si tiene a Palazzo Reale di Milano dal 17 dicembre 2013 al 27 aprile 2014.

mostra-palazzo-reale-milano-Gelb-Rot-Blau-Giallo-Rosso-Blu-1925-Centre-Pompidou-Vassily-KandinskyCurata da Angela Lampe per il Pompidou e da Ada Masoero per Palazzo Reale e promossa da Il Sole 24 Ore Cultura e Arthemisia Group, la mostra è un viaggio nella pittura di Vassily Kandinsky (1866 - 1944), uno dei massimi artisti del '900 e pioniere dell'emancipazione della pittura dal figurativo verso l'astrazione pura.

La mostra si struttura in otto sale costruite secondo un percorso cronologico suddiviso in quattro grandi aree corrispondenti ai quattro momenti salienti della sua pittura.

L'introduzione è affidata alla ricostruzione, del 1977, di un ambiente decorato da Kandinsky a Berlino, con una serie di pannelli dipinti a guazzo per la Juryfreie Kunstausstellung, una mostra annuale che si tenne nella capitale tedesca dal 1911 al 1930. Dopo la ricostruzione, la vedova Nina volle che questi pannelli fossero donati al Pompidou.

La prima parte è dedicata agli esordi di Kandinsky: nel 1896, a trent'anni, scoprì la pittura dopo aver visto gli impressionisti, Monet in particolare. Dopo aver deciso di lasciare l'università per diventare pittore, si recò a Monaco a studiare Belle Arti sotto la guida del simbolista Franz Von Stueck. Qui dipinse i suoi primi quadri, ancora di tendenza impressionista, come Schwabing. Sole invernale (1901), oppure già ispirati alle tendenze decorative del nascente Jugendstil, come la litografia per la mostra Phalanx, dello stesso anno. Il primo cambiamento si ebbe dal 1908, quando la compagna comprò un appartamento a Murnau, nella campagna bavarese: qui Vassily realizzò i primi dipinti con colori accesissimi e antinaturalistici che traducevano al realtà in immagini piatte, primo passo verso l'astrazione.

kandinsky-mostra-milano-palazzo-realeA Monaco Kandinsky sperimentò il suo pensiero artistico sviluppato su più campi, pittura, musica e teatro, mirante alla ricerca dell'elemento interiore nella produzione artistica, come prova il suo capolavoro teorico Lo spirituale nell'arte (1912). In questo saggio teorizzò un'associazione tra linee, forme e colori che fu il fondamento di tutta l'arte astratta successiva. Di questa transizione, in mostra, la prova più lampante è data da Improvvisazione III (1909), con i suoi colori forti e caldi.

La seconda parte è dedicata agli anni del ritorno in patria di Kandinsky: allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, l'artista tornò in Russia dove dipinse poco e disegnò molto, come prova la serie di disegni Senza titolo, realizzati dal 1915 al '20 a inchiostro su china, in cui mantenne fede agli ideali teorizzati a Monaco. Dopo un brevissimo ritorno alla figurazione, della quale sono esposti alcuni brani di campagna russa del 1917, la sua pittura tornò astratta anche in seguito agli incarichi istituzionali che ricevette in seguito alla rivoluzione russa, ma nel 1921, quando esplose il costruttivismo, tornò in Germania.

Alla sua seconda fase tedesca è dedicata la terza sezione, legata prevalentemente al Bauhaus e al suo insegnamento di Decorazione Murale a Weimar dal 1922, grazie all'amicizia con Walter Gropius. In questo periodo Kandinsky approfondì i rapporti tra forme e colori con opere come Griglia nera (1922), la serie di stampe Piccoli mondiGiallo-rosso-blu (1925). Nel 1933 la chiusura del Bauhaus da parte dei nazisti lo costrinse a emigrare a Parigi.

L'ultima sezione è dedicata agli anni parigini, dal '33 alla morte. La Parigi dove Kandinsky giunge dalla Germania è una città che guarda solo Picasso e i surrealisti, lasciando poco spazio alla sua astrazione. L'artista schiarì la sua tavolozza scoprendo la luce e l'intensità cromatica del Bois de Boulogne, presso cui si stabilì, come provano Ammasso regolato, Azzurro cielo e Una festa privata, opere dipinte tra il 1938 e il '42 su influsso del surrealismo di Arp e Mirò, piene di insetti e figure embrionali con cui stigmatizzò l'angoscia della guerra.

Stefano

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12, Milano
Orari:
Lunedì dalle 14.30 alle 19.30
Martedì - domenica dalle 9.30 alle 19.30
Giovedì dalle 9.30 alle 22.30
Biglietti:
Intero 11 euro
Ridotto 9.50 e 5.50 euro

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