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L'Incisione. Introduzione e tecniche

L’incisione è una tecnica artistica che nasce e fiorisce per la sua possibilità di moltiplicare le immagini, prima dell’avvento della stampa con caratteri mobili. Esistono quattro tecniche principali: la xilografia, la calcografia e, più recenti, la litografia e la serigrafia.

L’incisione consiste nel disegnare o creare diversi effetti su una matrice, e poi riprodurne sulla carta l’impressione, attraverso la pressione manuale o con un torchio. L’incisione è un atto creativo, mentre una stampa è l’opera materiale, una dei molteplici risultati ottenuti, dato che si possono stampare, esclusivamente a mano, diverse copie. L’atto creativo si sviluppa quindi sulla matrice, preparando quello che l’opera finale rivela.

Per garantire la riuscita nelle diverse fasi è necessaria un’esperienza tecnica esauriente. L’incisore non ha dall’inizio alla fine la visione e il controllo del suo lavoro: intervengono diversi fattori  in fase di stampa ed  oltretutto la matrice viene lavorata a rovescio. Per questo, e per la grande forza espressiva capace di dare il segno incisorio, essa è senza dubbio un’arte non subordinata alla pittura.

Si dice incisione originale quando il creatore del soggetto e l’incisore sono la stessa persona, mentre esiste quella di traduzione, usata per la diffusione delle opere dei grandi maestri, importante per la trasmissione della cultura per immagini in Europa; per la sua funzione, diremmo oggi, mediatica.

ALCUNE  TECNICHE INCISORIE

Le principali tecniche si distinguono in incisione "in rilievo" e "in cavo"

La XILOGRAFIA è  in rilievo: cioè la matrice viene intagliata come in altorilievo, risparmiando la parte che verrà inchiostrata, come un timbro. Le matrici sono tradizionalmente in legno, ma si usa anche il linoleum o altri materiali simili.

La CALCOGRAFIA è invece in cavo e si usano lastre di acciaio, zinco o rame. Si dice in cavo perché si fa penetrare l’inchiostro tra i solchi generati dallo strumento utilizzato.

L'incisione può essere diretta o indiretta a seconda che le lastre siano nude o preparate con coperture sottoposte alla morsura di acidi. Dirette sono il bulino, la maniera nera e la puntasecca, che rilascia sulla matrice le caratteristiche “barbe” che rimangono solo nei primi esemplari di stampa, mentre  nel bulino (è anche il nome dello strumento), non si vedono. Indirette sono: l’ acquaforte, l’acquatinta e la vernice molle.

L’acquaforte deve il nome all’acido nitrico utilizzato, in latino aqua fortis. E’ la tecnica più diffusa per la sua duttilità.

Si  smussa ai bordi la matrice, la si sgrassa con carbonato di calcio. La si ricopre uniformemente con un coprente a protezione dell’acido e la si affumica con un mazzo di candele. Poi si esegue il disegno con una punta metallica, in questo modo si mette a nudo il metallo che riceverà, nella fase successiva, l’acido corrosivo. Dopo una o più morsure, che determinano progressivamente un nero più intenso sulla stampa, si lava la lastra con benzina o acquaragia, la si inchiostra con un tampone di cuoio e si passa al torchio calcografico.

Per l’acquatinta si cosparge di polvere di bitume la superficie, si scalda leggermente per fare aderire il materiale; nell’acidatura solo gli spazi tra i granellini sono corrosi. Con una vernice si coprono le parti del disegno da mantenere bianche e si possono anche qui utilizzare diverse morsure per scurire in maniera più intensa.

La Vernice Molle è utile per ottenere un effetto morbido nel segno, attraverso la copertura della lastra di una vernice pastosa, prima della morsura.

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Breve storia dell'incisione

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