Renzi, Berlusconi e la spagnola

renzi-berlusconiDopo l’incontro del Nazareno tra Renzi e Berlusconi nel quale si è parlato della legge elettorale spagnola che porterebbe molti  piccoli partiti a scomparire, l'accordo sembra davvero vicino. A siglarlo è Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, ma anche Angelino Alfano. "Io mi gioco l'osso del collo" dice Renzi al Cavaliere durante il vertice nella sede del Partito democratico. "Io voglio tornare in gioco e ritagliarmi un ruolo da padre della patria" replica il leader di Forza Italia.

Ieri Berlusconi non ha posto condizioni per un'imminente tornata elettorale nell'election day del 25 maggio e per lui più il voto si spinge avanti meglio è. Tattica o reale considerazione che senza un nuovo leader di partito giovane e promettente da candidare in sua vece anche il 20% dei voti che gli attribuiscono gli ultimi sondaggi non sia sufficiente?

La situazione politica italiana vede uno scenario politico dove l'attuale governo Letta è sempre più un governo tecnico sotto l'assedio del nuovo Segretario del PD ma anche Grillo e Berlusconi che rappresentano indubbiamente gliunici 3 leader di partito che catalizzerebbero l'attenzione se si andasse a votare ora.

Anche dopo le rassicurazioni di Berlusconi, Letta ha indubbiamente le ore contate e nei prossimi mesi le frizioni con il nuovo segretario del PD o la fuoriuscita di altri esponenti dal governo, potrebbero portare la parola fine a quello che per molti italiani è solo il "governo dell'inciucio".

Attualmente i sondaggi vedono Renzi come primo partito, seguito da Beppe Grillo e da Berlusconi.

La proposta discussa ieri dai 2 leader è quindi di arrivare entro metà febbraio alla presentazione dei due disegni di legge di riforma costituzionale, con la fantomatica cancellazione del Senato che verrebbe trasformato in camera delle autonomie e la modifica del titolo V della Costituzione che cambierebbe volto alle regioni con modalità tecniche che saranno presentate nei prossimi giorni. Di questo passo entro aprile ci sarebbe l'approvazione definitiva della legge elettorale.

"Così diamo un anno di vita al governo e a maggio state certi che non si vota per le Politiche" garantisce il sindaco di Firenze al vicepremier. Per ora Enrico Letta tira un sospiro di sollievo.

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