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100 matite per Pinocchio in mostra al Wow Spazio Fumetto

«C'era una volta...
- Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.
No ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno»

(Carlo Collodi, incipit de "Le avventure di Pinocchio")

pinocchio-spazio-wow-milano-mostreAlzi la mano chi non ha capito di chi si tratta. Ma ovvio, di Pinocchio, il burattino più famoso del mondo, nato a Firenze nel lontano 1883, ma attualissimo e diffusissimo ancora oggi, tanto da annoverare qualcosa come 240 traduzioni in altrettante lingue, entrando così di diritto nella storia della letteratura mondiale. In realtà egli deve la sua fama al suo strano naso: si allunga tutte le volte che Pinocchio raccontava le bugie. Un grande aiuto per tutte le mamme e i papà che, scoperto l’inganno dei figli, ricorrono al burattino per educarli alla verità. Che poi, scientificamente parlando, quando si dicono le bugie il naso non si allunga, bensì si scalda, secondo quanto rivelato dalla tecnica della termografia nell’ambito della ricerca psicologica. Del resto quando siamo in preda all’ansia la nostra faccia si riscalda e arrossiamo.

Orbene, l’amatissimo Pinocchio ora è anche protagonista di una mostra aperta fino al 23 marzo presso lo Spazio Fumetto WOW di viale Campania 12 (MI), dal titolo: 100 matite per Pinocchio. 130 anni di fantasia disegnati in 100 (e più) matite tra illustratori, animatori e fumettisti.

Cuore della mostra è il romanzo di Collodi, da leggere (o rileggere) arricchito da immagini tratte dalle numerose versioni illustrate in giornali d'epoca, tavole originali, preziose riproduzioni e dalle più significative riduzioni a fumetti da Benito Jacovitti a Luciano Bottaro, da Walt Disney agli anime giapponesi. Dunque Un percorso inedito e affascinante, che si propone di sorprendere e incuriosire visitatori grandi e piccini.

Si possono ammirare locandine e fotobuste che illustrano le tappe di questo coloratissimo viaggio nel mondo dell’animazione, senza dimenticare di omaggiare i grandi registi che si son voluti cimentare con questa storia, da Luigi Comencini a Roberto Benigni. Senza dimenticare i numerosi gadget e giochi provenienti soprattutto dalla sterminata collezione privata di Fabrizio Lorenzoni, uno dei collezionisti “pinocchieschi” più accaniti d’Italia (con oltre 50.000 pezzi).

Inoltre è possibile visionare varie edizioni del romanzo provenienti da tutto il mondo (tra cui quella in latino intitolata Pinoculus, quella in Braille per non vedenti, quella in esperanto e perfino in dialetto bergamasco) nonché apprezzare le creazioni di Francesco Bartolucci, che ha scolpito tutti i personaggi del romanzo che dalle pagine di carta prendono corpo nel legno.

Insomma, una mostra ricca e interessante davvero per tutti: i bambini che conoscono molto bene Pinocchio ne rimarranno affascinati, gli adulti, che comunque sono stati bambini, potranno scoprire l’influenza che il personaggio ha avuto e continua ad avere su generazioni di fumettisti, animatori e illustratori.

Piccola curiosità: il nome "Pinocchio" non è una pura invenzione dello scrittore toscano; egli infatti s'ispirò alla "Fonte di Pinocchio" situata a Colle di Val d'Elsa, dove il Lorenzini, in arte Collodi, aveva studiato.

Lo giuro, non è una bugia!

Chiara

100 matite per Pinocchio
130 anni di fantasia disegnati in 100 (e più) matite tra illustratori, animatori e fumettisti.

Da sabato 18 gennaio a domenica 23 marzo

WOW Museo del Fumetto
Museo del fumetto, dell'illustrazione e dell'immagine animata
Viale Campania 12 - Milano
Orari: da martedì a venerdì 15-19; sabato e domenica 15-20
Ingresso 5 euro (ridotto 3 euro)

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