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Picasso in mostra alla Galleria Bellinzona, con alcune incisioni relative alla "Celestina" di Rojas

1 Celestine fille et veux clientDal 30 gennaio al 1 marzo 2014, al Teatro Strehler, sarà in scena la Celestina di Fernando Rojas con la regia di Luca Ronconi.

In concomitanza con l'evento teatrale, la Galleria Bellinzona ha allestito una mostra di incisioni di Pablo Picasso relative al testo spagnolo, che il maestro conosceva sicuramente dalla giovinezza.

Dal 16 gennaio all'8 marzo sono esposte 66 incisioni della famosa Suite 347, la serie del 1968 in cui il genio di Malaga interpretò la figura di Celestina liberandola dal ruolo che le dava il romanzo di Rojas, del 1499, e conferendole ancor più centralità di quanta non gliene avesse data lo scrittore. Le incisioni furono concepite come illustrazione di un testo della piece spagnola tradotto in francese e stampato da Crommelynck, in modo che testo e immagine si alternassero in armonia.

celestina-picasso-incisioni-mostra-milano-galleria-bellinzonaGià nel 1904 Picasso, durante il suo soggiorno a Barcellona, aveva realizzato un noto ritratto di Celestina, vecchia e storpia, durante il suo periodo blu, mettendo in evidenza la centralità, non solo letteraria, ma anche umana, degli ultimi nella Spagna che il giovane Pablo lascerà di lì a poco per raggiungere Parigi e il successo.

La trama originale vede Celestina come una ruffiana (anche se nel testo si dice che avesse cinque professioni, tra cui sarta e strega) che deve fare da tramite per organizzare gli incontri d'amore tra Calisto e Melibea, con mille sotterfugi, ma che viene uccisa da un altro ruffiano, Sempronio, che partecipa all'impresa, generando il finale tragico.

Nelle sue incisioni, Picasso, in una delle sue fasi più ispirate sul fronte dell'arte erotica, come ben dimostrato anche dai quadri esposti nella mostra di un anno fa a Palazzo Reale, si dimostra essenzialmente interessato agli incontri amorosi dei due amanti che si svolgevano di fronte alla figura di Celestina, simbolo della Spagna licenziosa dei primi anni del '900, prima dell'ascesa di Francisco Franco, ma anche della morte, visto il suo aspetto di vecchia con l'aria da fattucchiera. 

Picasso lavorò per tutta la primavera e l'estate del 1968 alle incisioni sulla Celestina, usando varie tecniche anche sulla stessa lastra, nell'impazienza di vedere pubblicato il suo lavoro nella stamperia Crommelynck a Mougins. Picasso usò soprattutto l'acquatinta, ma non disdegnò nemmeno l'acquaforte. Le incisioni scelte da Bellinzona per l'esposizione sono datate dall'11 aprile al 18 agosto e firmate dal maestro. 

Le immagini rappresentano i due amanti appartati durante i loro incontri con Celestina che guarda, non come voyeur, ma come intermediaria, oppure rapimenti notturni. Sicuramente, però, Picasso assimila la sua figura di anziano (aveva oltre ottant'anni) attratto ancora dalla passione e dal sesso, quasi voyeur, alla Celestina spettatrice delle effusioni erotiche di Calisto e Meibea.

Le incisioni hanno un taglio deciso, limpido e mai teso, sempre preciso nel tratteggio della figura umana e dei suoi dettagli anatomici, specie dei corpi femminili. In alcuni fogli incisi, le figure si caratterizzano per una vicinanza al periodo blu, mentre su altri le scene paiono più vicine alla fase cubista o a quella neoprimitiva del secondo dopoguerra. Alcuni pezzi, come Celestina che stringe il Rosario oppure Melibea come Maja, rimandano all'opera di Francisco Goya, che sicuramente realizzò altre stampe sullo stesso argomento. 

Picasso, infine, non fece realizzare solo una stampata foglio per foglio della serie, ma anche una con tutte le immagini su un foglio unico.

Stefano

Pablo Picasso. La Celestine

Fino all'8 marzo 2014

Galleria Bellinzona
Via Volta, 10 - Milano
Orario: da martedì a sabato 16-19.30, altri orari su appuntamento
Ingresso libero

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