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Memoriale Shoah Milano: il ricordo che riaffiora

giorno della memoriaRicordare. Un verbo che spesso nasconde insidie, perchè è spesso difficile da mettere in pratica: il nostro cervello scorda circa il 90% delle informazioni che acquisisce, dove si perdono emozioni, impressioni, sguardi, a volte non ci si ricorda perfino cosa si è smangiucchiato a pranzo tra un impegno e un altro.

Eppure, ci sono occasioni, attimi, momenti, che non si scordano, che rimangono impressi, nel bene o nel male. Uno sterminio, una carneficina, una tragedia, sono cose che tendenzialmente non si dimenticano; anzi, non si devono dimenticare. Il nazismo, Hitler, la Germania, il Reich, sono parole che ci fanno ricordare il peggio che l'uomo ha forse mai visto. Eppure, c'è una parola che richiama più di tutte le altre la reminiscenza di quei fatti terribili, quasi inenarrabili. Non è una storia che ai padri piace raccontare ai figli credo, perchè se io avessi un figlio mi vergognerei a raccontare di quanto l'uomo può essere crudele e folle, di quanto sia capace causare dolore senza alcuna ragione. Primo Levi, sopravvissuto a uno degli strumenti di questa folle recita, a uno di quei "campi di sterminio", un termine così riduttivo per esprimere una tale potenza distruttiva, scriveva in uno dei suoi capolavori: "Come può un uomo perquoterne un altro così, senza rancore?" ecco, ancora oggi non me lo spiego. Shoah, un termine che richiama alla mente tutto, nonostante sia in ebraico, nonostante sia passato tempo, nonostante ci sia ancora chi sostiene che "la tragedia", perchè di vera tragedia si tratta, non sia davvero successa. Forse si illudono ancora, forse non vogliono ascoltare, forse non vogliono credere.

C'è chi però crede ancora, chi vuole ricordare, chi in questi giorni, lasciando la partita di calcio o qualsiasi altra cazzata non necessaria, ha abbondanato le velleità del pisolino della domenica e sia andato in fila a Milano, vicino alla stazione Centrale, per ricordare, portandosi magari i figli per insegnare qualcosa alla futura generazione, per insegnare che certe storie sono talmente crude da non poter essere dimenticate. Il Memoriale di Milano ha aperto i battenti gratuitamente 26 e 27 Gennaio, ma che rimarrà aperto per le scolaresche e privati su prenotazioni prossimamente. Noi di Milanofree ci siamo stati, e vogliamo raccontarvi cosa abbiamo provato a ricordare.

Entrando, la prima cosa che vedrete sarà un muro enorme di fronte a voi, con una parola scritta a caratteri cubitali: indifferenza, il mostro che ha aiutato alla realizzazione di questa opera malefica i nazisti (ma non solo, perchè siamo tutti responsabili se siamo indifferenti a ciò che accade). Appena entrati noterete immediatamente un grande spazio che si stende in fronte a voi, con vari cartelloni che raccontano l'atmosfera che vi circonda, ossia l'aria che si respira al binario 21, dove venivano caricati coloro che "non erano più persone" all'interno di vagoni per il trasporto bestiame piombati. I cartelloni che decorano l'enorme sala raccontano storie di molti deportati che non ce l'hanno fatta e pochi sopravvissuti che possono testimoniare, ma verrete quasi sicuramente chiamati dai vagoni, che sono esposti sui binari. Ci potrete entrare, e sarà una delle esperienze che non dimenticherete: in questi vagoni, dove mancherà quasi subito l'aria per quanto piccolo, verrete assaliti al pensiero che in quello spazio venivano caricate 70 persone o più, avrete la sensazione di poter vedere le persone all'interno, impaurite e infreddolite, ammassate le une sulle altre, immaginando così realisticamente da lasciarvi quasi prendere dalla paura. Se sarete pazienti poi, potrete ascoltare i rumori dei treni che partono da Milano che passeranno proprio sopra la vostra testa, simulando i rumori che erano costretti a sentire i poveretti in viaggio per 7 giorni verso una probabile morte. A quel punto vi accorgerete del perchè la molti morivano in quel viaggio.

Dopo il viaggio sul vagone, verrete sicuramente colpiti da una parete, dove sopra saranno proiettati 774 nomi, di cui 27 vi appariranno in giallo, mentre gli altri saranno in bianco. I numeri spesso non raccontano a sufficienza le tragedie, ma vedere quella sfilza di 774 nomi, quasi tutti bianchi, e sapere che solo i 27 gialli sono tornati indietro... Non ci sono parole.

Dopo aver girato abbondantemente per tutta l'enorme sala, dove sono proiettati anche filmati dell'epoca e testimonianze di sopravvissuti, l'ultima tappa del memoriale offre la "stanza del ricordo", ossia uno spazio in cui rielaborare tutti i propri pensieri per poi raccontarli a chi non c'è stato. In questa stanza, se vi fermerete e starete un attimo a pensarci su, con persone di fianco a voi che faranno lo stesso, proverete delle sensazioni particolari, come di appartenenza, come se si potesse imparare dagli errori commessi in passato.

Ciò che mi ha colpito di più, a parte l'atmosfera abbastanza ispirata, è stata la presenza di molti bambini, oltre che di tanti adulti. Tutti in coda, tutti pronti ad aspettare, tutti pronti ad imparare. Questo mi fa sperare in un futuro migliore, perchè comprendere il passato è sempre la chiave per costruire un futuro migliore. Andateci anche voi, e raccontateci come siete stati, cosa avete provato... Sono curioso di confrontare quella che è stata la mia esperienza con la vostra. Aiutiamo il mondo a non dimenticare. Non possiamo permettere che la Shoah venga lentamente dimenticata.

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