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Filippo Tommaso Marinetti e la nascita del Futurismo a Milano

Milano. Una città sempre più globalizzata e dinamica, centro della vita commerciale, finanziaria e meta di milioni di persone ogni giorno.

casa filippo marinettiEppure sono in pochi a conoscere, o ad aver osservato almeno una volta, quella lapide affissa su un edificio in via del Senato 2 che recita: "Da qui il movimento Futurista lanciò la sua sfida al chiaro di luna specchiato nel Naviglio". Si tratta della casa in cui il celebre padre del movimento Futurista, Filippo Tommaso Marinetti, ha vissuto per diversi anni e vi ha condotto la sua frenetica vita.

Il Futurismo nasce nel 1909 e il Manifesto venne pubblicato sul giornale francese Le Figarò, nel quale vengono proclamati gli elementi centrali della filosofia del movimento: coraggio, energia, movimento, aggressività, velocità sono solo alcuni dei termini che si leggono sulla pubblicazione.

manifesto futurismo milanoIl movimento Futurista diviene ben presto celebre ed apprezzato in quanto movimento di rottura con il passato che ha la capacità non solo di scardinare completamente il passato ma anche quella di saper coinvolgere il popolo animandolo con sentimenti di lotta e ribellione come si evince dall’estratto del Manifesto,: 

punto 9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

punto10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.

punto 11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa (…)

Il Futurismo diventa ben presto un movimento globale, che abbraccia le diverse sfere sociali, artistiche e letterarie; diversi sono i pittori che partecipano e ne diventano promotori, primi tra tutti Boccioni, seguito da Carrà, Balla, Severini e Russolo che l’8 marzo 1910 espongono il Manifesto dei Pittori futuristi.
boccioni futurismoI loro dipinti hanno tutti un denominatore comune (l'immagine riporta la celebre orpera di Boccioni "La città che sale" - 1910): l’espressione della forza e del dinamismo grazie all’uso di colori forti e sgargianti come il rosso (che si ricollega anche al sangue, alla guerra e alla violenza), con la rappresentazione delle nuove innovazione tecnologiche e mediante l’utilizzo di un tratto deciso e rapido.
Ciò che emerge dai loro dipinti è una forte tensione e aggressività che scardinano completamente i tradizionali canoni della pittura.

futurismo poesiaLo stesso discorso di taglio netto con la tradizione passata si può fare in campo letterario: anche in questo caso diversi sono i poeti che si proclamano Futuristi e la cui produzione si basa su nuovi linguaggi grafici e formali. Marinetti in primis seguito da Lucini, Buzzi, Carrieri, Cavacchioli e tanti altri baseranno i loro scritti sulla ricerca grafica che possa esprimere al meglio i loro sentimenti. La logica “soggetto+verbo+predicato” è totalmente abolita. Si assiste a parole e frasi sparse per la pagina che spesso danno vita a forme o disegni ben precisi, parole scritte in modo diverso o ingrandite rispetto alle altre per dare un peso maggiore a quel determinato concetto.
Anche nel caso della letteratura il sentimento che ne esce è un tumulto di emozioni forti, molto forti che cercano forme ben precise e potenti per rimanere impresse e sentite in chi le GUARDA.

 

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