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Assistenti per non udenti si ribellano perchè senza contratto

non-udentiLa scuola media Barozzi, nei pressi del parco Ravizza a Milano, sta vivendo in questi giorni di febbraio una triste realtà che viene evidenziata dai media, a causa della situazione precaria in cui si trovano gli assistenti per non udenti. L'Italia, è il paese della precarietà per eccellenza e ciò è ormai scontato per tutti i campi: la scuola, la sanità, il lavoro e la societàTutti campi importantissimi, che hanno la necessità di nuove riforme, sempre in ritardo, ma anche di nuove soluzioni per andare incontro ai numerosi problemi, che si verificano ogni giorno. Le conseguenze della precarietà sono molteplici e di certo non costruttive, come per esempio la mancanza di un contratto determinato che possa assicurare un lavoro sicuro, efficiente e costante, con l'ausilio di personale competente e valido, che richiede di essere soddisfatto, in seguito a certezze che spettano di diritto a chi lavora.

Gli assistenti per i non udenti della scuola media Barozzi, che generalmente traducono le lezioni scolastiche, nella lingua dei segni, lamentano 6 mesi di lavoro non pagato, ma la cosa più grave è che non esiste un contratto determinato che assicuri a loro la permanenza serena all'interno della scuola.

Il 14 febbraio, due delle assistenti sono rimaste fuori dalla scuola e gli alunni non udenti, precisamente 6 ragazzi, hanno dovuto fare rientro a casa, senza lezione, mentre tutti i loro coetanei e compagni di classe, hanno seguito le lezioni regolarmente. Questo disagio problematico e irrisolto ha provocato un'accesa disapprovazione nei genitori dei ragazzi non udenti, perchè colpiti ingiustamente dalle conseguenze dell'atteggiamento degli insegnanti. La cosa sembra alquanto strana, perchè l'istituto menzionato sopra, è l'unico in Lombardia ad avere un progetto di apprendimento della Lis, la lingua italiana dei segni, insegnata a tutti. Vediamo cos'è accaduto precisamente. Il 14 febbraio, due delle asssitenti, Rosa Sgorbano ed Erika Crozzoletto, non sono entrate a scuola, perchè è stato loro impedito.

Il motivo, a detta dei collaboratori della Preside, Crocetta Calabrese, è che loro non hanno firmato il contratto. Ma le due assistenti hanno dichiarato: "E' da settembre che lavoriamo senza  contratto e senza essere pagate. "Abbiamo un’autorizzazione dell’Ufficio Scolastico Regionale e il contratto proposto 10 giorni fa aveva clausole inaccettabili, faceva anche riferimento a un progetto sconosciuto. L’unica cosa che conta veramente è che i ragazzi, senza la nostra traduzione, non riescono a seguire le lezioni", spiega Rosa Sgorbano. All'istituto Barozzo, sono 21 gli studenti non udenti ed è in corso il progetto di bilinguismo italiano/Lis "ViviLis" dell'ente Nazionale Sordi, attualmente attivo in 8 classi, dalla materna alle medie, per un totale di 180 bambini coinvolti.

Le assistenti, hanno chiamato la polizia e, in accordo con l'Ens, è stata denunciata la preside. "Non ci sono ragioni per non fare entrare le assistenti, autorizzate dal ministero", ribadisce Luigi Mattiato, portavoce dell’Ens. I genitori dei ragazzi, hanno appoggiato le assistenti e hanno presentato una petizione con 580 firme al Provveditorato, sulla situazione che definiscono "un'intollerante situazione di crescente disagio".

Resta il fatto sconcertante che in tutta questa realtà disturbata, ad andarci di mezzo sono i ragazzi più bisognosi di attenzione e rispetto, ma molte volte gli aspetti umanitari passano in secondo piano e a pagarne le conseguenze sono sempre i più deboli.

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