Mandato a Renzi: un golpe istituzionale

matteo-renzi-premierLo avevamo preannunciato, si è realizzato. La caduta del governo Letta, nato dal pastrocchio delle cosidette "larghe intese" non ha resistito i 18 mesi che si era dato come durata per le riforme. Il risultato è un'altra frittata, che si aggiunge alla precedente: un disastro totale insomma. Il buon Matteo Renzi, fiorentino di grande tifo e grande faccia, oltre che simpatia, tosta, ha dato il benservito alla stessa persona che fino a 4 giorni prima aveva tranquillizzato. Come dire, la coerenza nella nostra politica si è persa da un pezzo, ma non è che i personaggi "rottamatori" siano molto più coerenti dei "rottamati". Ma al solito, siamo quelli che stiamo alla finestra a guardare ciò che succede, e in particolare questa volta non senza un po' di allarmismo.

Parlare di "golpe" forse è un po' eccessivo per questo caso, dove Renzi si è preso, non con le armi (non con l'illegalità ovviamente), ma con le sue idee spavalde, il governo di un paese: ah no aspetta... ha accettato l'incarico con "riserva", come prevede la prassi giurisprudenziale. La stessa prassi che ha determinato l'ennesima crisi extraparlamentare, una presa in giro di tutti i principi che la nostra beata costituzione sancisce: quindi freghiamocene altamente di dare la sfiducia direttamente in parlamento, ma andiamo in direzione del partito (del partito democratico) con un'idea in testa, quella del buon Matteo, e mettiamola in pratica senza entrare in parlamento. Insomma, sbattiamocene della costituzione, prendiamoci le poltrone e basta.

Ah pardon, errore mio, volevo dire LA poltronA. Perchè qui si parla di un solo posto che cambia in realtà, ossia quello del governo. E il parlamento? Non c'è problema, ci pensa il buon Matteo! Stiamo entrando in parlamento con la stessa maggioranza che aveva Letta? Ci pensa Matteo! Stiamo entrando in parlamento con i voti presi dal suo avversario alle primarie del Pd, lo "smacchiatore" Bersani? Non vi preoccupate, ci pensa Matteo! Siamo ormai arrivati al punto di dover vedere il terzo presidente del consiglio prendere l'incarico senza aver votato? Tranquilli ci pensa Matteo! No, ma scherziamo? Qui è stata, per l'ennesima volta, scavalcata la volontà popolare: il popolo italiano ha il diritto di votare per scegliere chi debba avere le cariche statali. Si chiama legittimazione popolare del potere, una cosa che ormai suona alle orecchie del signor Renzi un po' come... "leggittimazione popolare? Chi?". Quindi, forse sarebbe meglio dire che Renzi e i suoi non stanno "entrando" in parlamento, piuttosto che stanno "irrompendo" in esso.

Ecco, è questa la gretta realtà a cui siamo costretti. Ah, e per non scordare nulla dobbiamo fare un piccolo appunto anche sul discorso, scusate, "documento", con cui Renzi si è presentato alla direzione del partito. Perchè suona leggermente, come dire, sibillino che si parli di "ringraziamenti" quando si lascia un avversario politico fuori dalla porta. Per non parlare della celeberrima "palude" in cui il nostro paese versa: considerazione che si abbina a pennello con "la scelta obbligata" con cui il nostro paladino Renzi ha giustificato la sua posizione. Quindi, in sintesi la situazione che si è presentata un paio di giorni fa in sede del Pd è stata: responsabilissimi ed egregissimi componenti del partito democratico, potete votare come volete, ma non siamo qui per discutere, perchè il mio giudizio è già dato (cioè il paese è in una palude), tuttavia la mia è una scelta obbligata, per il bene del paese, non politica. Vi sembra normale? Credo che se una scelta sia politica non si debba mascherare come obbligata, tanto per non far vedere la propria, forse smodata, ambizione: avrebbe avuto lo stesso risultato anche dicendo come stavano le cose. Vi lascio il giudizio su questo aspetto.

Ora, aldilà di tutte le considerazioni, più o meno favorevoli, che si possono fare sulla condotta del politico, una domanda sorge: ma cosa può fare il buon Matteo con la stessa maggioranza di cui disponeva Letta? Dovrà, se la matematica non è un'opinione, andare incontro a qualche altra forza politica per accapparrarsi qualche altro voto, per attuare sta benedetta legge elettorale e riuscire almeno a combinare qualcosa. Ma, scusate, non era lui quello che si pavoneggiava con slogan del tipo "basta inciuci"? Non sarebbe forse, ma dico forse, aspettare un altro pochino di tempo, pressare magari Letta perchè approvasse la legge elettorale, così da prendersene il merito, e presentarsi alle urne da trionfatori e con una maggioranza più forte in caso di vittoria? Tutti discorsi ipotetici certo, però il passo intrapreso da Renzi pare più lungo della gamba stavolta, e sarebbe un peccato bruciare così presto una figura che sembrava, e dico sembrava, diversa rispetto alle altre. Mah, aspettando altri sviluppi, con un po' di dubbi, facciamo l'unica che è possibile al momento (purtroppo): sperare in bene.

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