Jazz Side Story

 jazz1Il 3 e 4 marzo il palco della Sala Grande del Teatro Dal Verme ospita alle ore 21.00 in doppia serata un grande evento musicale di solidarietà.

La Big Band di Paolo Tomelleri, 20 ottoni, una sezione di dodici archi, due pianoforti contrapposti e due batterie, sarà impegnata a far rivivere il mito di uno dei più famosi musical di Leonard Bernstein, in Jazz Side Story.
 
Grandissimi musicisti raccontano la storia dell’America degli anni 30’ e 40’ e del “Jumping Jazz” contaminato e a sua volta contaminatore di una grande varietà di generi musicali e di spettacolo: dai musical di Broadway ai grandi temi musicali dei film di Hollywood, fino a una rivisitazione in chiave jazz di alcuni brani della musica classica.
 
Special guests saranno gli americani Dan Barrett (trombonista) la cantante Rebecca Kilgore, il clarinettista Frank Roberscheuten e il batterista Martin Breinschmid  e i pianisti Rossano Sportiello, Paolo Alderighi, Stephanie TricK e la cantante Karima.
 
Dopo il successo delle edizioni delle edizioni 2012 e 2013 di Internation Live Swing ritorna a Milano un grande galà dedicato alla Swing era e alle sue famosissime sale da ballo di New York come Roseland, Alhambra e il Savoy Ballroom dove le più grandi big bands e jassisti di allora si esibivano facendo ballare migliaia di persone. A rievocare l’atmosfera delle grandi Ballroom americane  ci sarà un grande cast di ballerini guidati da Vincenzo Fesi che guiderà un pregevole gruppo di professionisti da tutto il mondo.
 
L’amore travolgente per la musica Jazz, tema della manifestazione, si espande anche nel carattere di solidarietà che guida il progetto.La manifestazione è stata infatti organizzata per raccogliere fondi a favore della costruzione di un nuovo ospedale di maternità e pediatria, “Divine Providence”, a Loul Sessene nel Senegal, in un’area rurale gravemente carente dal punto di vista sanitario, dove le donne ancora oggi subiscono vessazioni fisiche e sono prive della assistenza, anche durante la gravidanza e il periodo post parto.
 
Una musica che oggi come allora diventa mezzo per eccellenza di unione e di vicinanza, come fu anche negli anni ’30 in America, dove diede un forte contributo all’abbattimento delle barriere razziali. Uno spettacolo di spessore che si preannuncia emozionante dove sicuramente a tutti gli spettatori presenti sarà difficile stare fermi, seduti sulle sedie.
 
G. Masi
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