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Milano ancora aggressiva. Un tassista in coma a causa di una precedenza non rispettata

aggressione-a-milanoAncora violenza a Milano.
Ancora vittima un tassista.
Sembra ieri l'aggressione del novembre 2010 a causa di un cane investito involontariamente da un taxi a Milano, eppure eccoci qua, dopo tre anni con un sessantottenne in coma
E la storia si ripete.

Questa volta ci troviamo in una zona centrale del capoluogo lombardo, in via Morgagni - limitrofa al Corso Buenos Aires, la sera del 23 febbraio. Il tassista Alfredo Famoso che fa parte della cooperativa 8585, secondo le ricostruzioni e i testimoni, non rispetta una precedenza non accorgendosi di un uomo e una donna incinta all'ottavo mese di gravidanza che stanno attraversando la strada sulle strisce pedonali e inchioda improvvisamente.

Il passante a quel punto si avvicina pericolosamente alla macchina scagliando una della quattro bottiglie di vetro che portava nelle buste del supermercato, sul cruscotto; il tassista esce dal veicolo per lamentare l'accaduto venendo colpito da una seconda bottiglia in pieno volto. Famoso a quel punto perde l'equilibrio e cade battendo violentemente la nuca contro il marciapiede.
Attualmente è in coma all'ospedale Niguarda di Milano che ha provveduto immediatamente a soccorrere la grave emorragia; ciononostante versa in condizioni altamente critiche.
L'aggressore è stato identificato, è un abitante della zona sulla cinquantina che si è giustificato attraverso il sentimento di forte ira provato per il tassista a fronte del pericolo di essere investito insieme alla compagna incinta.
Non è, come già detto, la prima volta che un tassista è oggetto di violenza e aggressione per cause banali o non giustificate e la categoria esprime profonda preoccupazione in merito alla sicurezza personale.
Già la natura del mestiere si delinea per una elevata componente di rischio a fronte di guadagni sicuramente non stellari, ricordiamo il movimento di protesta dei tassisti napoletani nel 2012.
Una Milano sempre più violenta che solo pochi giorni fa aveva visto protagonista un trentunenne in stazione con una mannaia che si è avventato su un tunisino. E come dimenticare la vicenda di Kabobo che ha ucciso tre persone girando per la periferia milanese con un piccone.

Situazioni che fanno sempre più paura e che portano le autorità a raccomandare ai cittadini di prestare attenzione particolarmente alle uscite nelle ore notturne.

Ma forse si potrebbe fare qualcosa in più.

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