Duel: una lotta all'ultima risata

duelÈ tipico arrivare al Teatro Filodrammatici di Milano e trovare la scena aperta, nessun sipario ad alimentare l’attesa,  ma tutto l’allestimento già lì, muto, ad aspettare la vita, ad accogliere lo spettatore a interrogarlo su cosa potrai mai succedere con solo due sedie, e un bel pianoforte a coda Yamaha nero, messo lì di profilo, quasi per caso.

Cosa che, a dire il vero, mi lascia sempre quel filo di preoccupazione, nonostante Grotowski. Quando da un mondo pieno di suggestioni, immagini, rumori e suoni, ci ritroviamo improvvisamente in uno spazio oscuro, a fissare un palco che ci sembra così vuoto occupato solo da due personaggi eleganti che fanno uso raramente della parola un pochettino di choc c’è sempre. Forse è per questo che si accoglie il pubblico con la scena aperta, per limitare questo momento di passaggio tra due mondi, per preparare lo spettatore, disilluderlo e illuderlo allo stesso tempo.

Ma poi mi ricordo della mia esperienza e mi ricordo che l’attore in relazione con il mondo esterno è un esploratore e che l’arte attoriale viene fuori nella fantasia di utilizzare ogni oggetto, anche il più semplice, in tutti i modi possibili e immaginabili, fino a portarlo ai confini delle sue e delle proprie possibilità, fino a farlo diventare estensione del proprio corpo.

Così la preoccupazione già svanisce dopo che Laurent Cirade, il marcantonio che si vede già dalle prime note dev’essere un musicista nato con il violoncello già nelle mani, nel primo sketch ha delle serie difficoltà a mettere in equilibrio il suo strumento, divertitamente imbarazzato.

Un violoncello che nel corso dello spettacolo si trasformerà davvero in tutto e diventerà di volta il volta altre cose, mentre l’archetto, come in preda ad una isteria pan-musicale inizierà a suonare qualsiasi corda e oggetto. Il culmine, senza rovinare lo stupore della mia bocca spalancata e incredula, è la sonata su una sega, che Cirade trasforma in uno strumento di rara melodiosità e purezza espressiva.

La bravura della regia di Agnès Boury è stata davvero quello di riuscire ad inserire momenti di piccola poesia che emergono con una soluzione di continuità perfetta dalla comicità “clowneristica” dell’intera rappresentazione, senza alcuno sbalzo, come sgorgasse spontaneamente.

Paul Staïcu, il pianista, sembra all’inizio, il più composto e perfettino dei due, con una tecnica e una bravura straordinaria che gli consentono di suonare in ogni modo e sempre in maniera sublime, senza sbagliare, in un’ora e mezza di spettacolo, neanche una singola nota: infilato sotto il pianoforte, leggendo il giornale o trascinato su una sedia a rotelle non c’è assolutamente differenza per lui, anche quando il piano si rimpicciolisce in un piccolissimo modello dal suono che richiama la Romania, sua terra d’origine.

Da critico un po’ più distaccato da una esperienza che mi ha profondamente colpito e arricchito, si può affermare che lo spettacolo, nel complesso, sia un viaggio divertente nella storia della musica, da Bach a Bob Marley, reinterpretati su un palco scenico in diversi sketch e situazioni, da campeggio attorno ad un falò sotto le stelle, ad un approccio galante ad una bella signorina, fino al cercare di far smettere di piangere un piccolo violino neonato o al percuotere contemporaneamente un violoncello trasformandolo in una orchestra sinfonica.

Duel sarà in scena al Teatro Filodrammatici, dove l’anno scorso ha registrato il tutto esaurito, fino al 23 Marzo. Un’occasione unica,  per la tipologia e la fattura spettacolo, dedicata a tutti gli appassionati di musica e della risata. Ma, grazie al talento straordinario degli interpreti e alla magia della musica, Duel è qualcosa di più e veramente lascia “il pubblico imprigionato e affascinato dalla vertigine dei deliri poetici accompagnati da un umorismo di estrema classe”.

G. Masi

Teatro Filodrammatici
Via Filodrammatici 1, Milano

intero/ 24 €
ridotto convenzionati/ 20 €
ridotto under 25/ 18 €
ridotto over 65/ 12 €
ridotto scuole/ 8 €

ORARI:
15/18/20/22 marzo – ore 21.00
19/21 marzo- ore 19.30
domenica 16/23 marzo – ore 16.00

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