Crimea, elezioni farsa blindate

Si stanno tenendo in queste ore le elezioni per il referendum che decreterà l'anessione della Crimea alla Russia. Elezioni indette in tempi record e sotto il costante controllo di militari russi  armati di tutto punto.

Ucraina, Unione Europea e Stati Uniti hanno già dichiarato illegittimo quel Referendm che viola la costituzione oltre ad essere una potenziale miccia per una guerra mondiale di dimensioni spaventose.

In tutto questo caos, se non bastasse, arrivano le dichiarazioni di molti giornalisti che riferiscono di clamorosi brogli. Sono stati iscritti nelle liste elettorali cittadini di altri paesi, cittadini russi momentaneamente in Crimea e ci sono persone viste votare più volte. Inoltre in ogni seggio ci sono 5-6 "vigilantes" armati.  Chi vuole votare e non è compreso nelle liste elettorali viene inserito negli elenchi aggiuntivi. Democrazia o palese violazione delle basilari regole elettorali?

La giornalista Catherine Serhatskova che ha un passaporto russo, ha deciso di verificare se il suo voto, con solo un certificatovoto-crimea di residenza temporanea, fosse valido. Nessuno ha impedito alla donna di votare per il "referendum", anzi, alla presentazione del passaporto russo è stata accolta con grande entusiasmo. Il destino di una regione autonoma dell'Ucraina viene quindi deciso anche da chi ucraino non è e non ha legami con il territorio. La scena si ripete, ma questa volta si presenta a votare un cittadino con passaporto ucraino e dopo i primi controlli gli riferiscono che ha già votato, solo dopo l'insistenza di quest'ultimo che non aveva chiaramente ancoa votato, viene ammesso al voto dopo circa mezz'ora.

Diversi altri giornalisti in Crimea hanno riferito numerose violazioni durante il voto sul "referendum".

Unione Europea e Usa al momento stanno a guardare ma già da domani applicheranno pesanti sanzioni economiche alla Russia. UE ed USA hanno  sottolineato come l'annessione della Crimea alla Russia sia un atto in violazione degli Accordi Internazionali a garanzia dell'indipendenza dell'Ucraina, come il Trattato di Budapest del 1994, che, in cambio della cessione dell'arsenale nucleare ucraino, ha garantito l'inviolabilità dei confini di Kyiv da parte di Gran Bretagna, Stati Uniti e Russia.

Secondo i dati, il 95% degli aventi diritto ha votato in favore all'annessione della Crimea alla Russia. Ora la domanda sorge spontanea: senza la partecipazione dei tatari e degli ucraini che hanno boicottato il referendum in segno di contrarietà all'annessione della Crimea alla Russia, non si sarebbe mai potuto arrivare a raggiungere l'83% di affluenza, quindi il dato non è in alcun modo veritiero. Infatti secondo le statistiche ufficiali, in Crimea vivono 2 Milioni di persone, di cui il 58% di etnia russa, il 24% ucraini, il 12% tatari, e il restante 6% di altre nazionalità, tra cui quella italiana, che è concentrata sopratutto nella città di Kerch. In dati assoluti, gli aventi diritto al referendum di Crimea sono stati 1,5 milioni, di cui 900 Mila russi, 400 Mila ucraini e 200 Mila tatari. I numeri parlano chiaro, il naso di Putin si allunga sempre di più e le sue intenzioni sono quelle di non fermarsi alla Crimea.

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