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Schermo delle mie brame: la televisione nell'arte contemporanea in mostra alla Triennale

Schermo delle mie brame è il titolo della mostra in corso alla Triennale di Milano dal 25 febbraio al 23 marzo.

schermi-delle-mie-brame-mostra-triennale-milanoCurata da un nume tutelare come Francesco Poli insieme a Ivana Mulatero, la mostra si occupa di quell'oggetto che, ormai, fa parte della mostra vita quotidiana e senza cui molti non vivono quasi più: la televisione. La Tv ci condiziona, ci emoziona, ma può anche essere al centro delle ricerche dell'arte contemporanea e, addirittura, essere essa stessa un qualcosa di rilevanza estetica. 

Quest'anno la Tv italiana compirà sessant'anni, e la mostra intende celebrare tale anniversario, attraverso le opere di una coppia di collezionisti torinesi che intendevano fare dell'apparecchio televisivo il perno di una concreta ricerca artistica. 

Settanta sono le opere in mostra, di artisti sia italiani che internazionali: si tratta di dipinti, fotografie, disegni, video e piccole installazioni. Tra i nomi internazionali spiccano il pop artist inglese Joe Tilson, William Kliein ma soprattutto Nam June Paik, l'artista concettuale sudcoreano che ha realizzato l'opera simbolo della mostra, la rana che guarda verso uno schermo a tubo catodico, metafora della dipendenza della società di oggi dalla televisione. Tra gli italiani brilla la stella di Mario Schifano: dell'artista romano sono presenti le tele emulsionate che descrivono, nel 1968 - 69, i contemporanei espisodi della contestazione francese, con gli scontri di piazza tra studenti e Polizia a Parigi trasformati in un fenomeno "glamour" dal mezzo filmico e televisivo evidente nel taglio da negativo fotografico delle immagini.

Anche altri grandi della nostra arte dagli anni '60 a oggi, come Ugo Nespolo, Salvo, Fausto Gilberti e Gabriele Picco, che hanno anche lavorato sul tema del gioco, trattato nella mostra Homo ludens alle Gallerie d'Italia in Piazza Scala, hanno affrontato la questione televisione, ma da un punto di vista quotidiano, di denuncia di un rituale sociale, quale è divenuto l'atto di guardare la Tv, di un'attività ludica tra noi spettatori e lo schermo che, inconsapevolmente, si attiva ogni giorno. Proprio qui sta il senso del titolo della mostra, che parafrasa la celebre espressione della regina nella favola di Cenerentola ("specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?"): la televisione è talmente un qualcosa di quotidiano nella nostra vita, che è diventata quasi uno specchio della nostra anima.

Concludono la mostra opere di artisti emergenti, come Laurina Paperina, Andrea Facco e Maria Domenica Rapicavoli, che descrivono la televisione come un soggetto e l'oggetto di un rito collettivo quotidiano all'interno di spazi sociologicamente connotati, oltre a lavori in cui si descrive parodisticamente la Tv come una "scatola d'ombre" in cui si manifesta la nostra società.

Stefano

Specchio delle mie brame

Fino al 23 marzo 2014

Triennale di Milano
Viale Alemagna, 6 - Milano
Orari: da martedì a domenica 10.30 - 20.30; giovedì 10.30 - 23.00
Ingresso gratuito

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