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Miracoli a casa Manzoni: le stanze degli ex-voto

exvotocasamanzoni1Gli ex voto sono oggetti che per millenni hanno rappresentato il ringraziamento per un miracolo invocato e ottenuto. I più antichi, in argento o in oro, sono scomparsi da secoli, trafugati in blocco quando le chiese furono soppresse e saccheggiate. A salvarsi, invece, sono state, almeno in parte, le tavolette lignee che da secoli ricoprono le pareti dei santuari: tempere e olii su tavola, la cui aura mistica ricorda un po’ quello delle antiche icone, senza peraltro pretendere di averne lo stesso valore materico e qualitativo. Rozzamente dipinte e quindi considerate prive di valore, gli ex voto si sono rivelati preziose e autentiche espressioni di cultura e storia del costume nei secoli, oltre che un sincero esempio di fede e religiosità popolare.

Non per nulla, il famoso critico d’arte Federico Zeri definì questa tipologia di espressioni artistiche come “la Sistina dei poveri”: manifestazioni di devozionalità umile quindi, ma generose di sentimenti, storie del costume e soprattutto di fede, cui si è deciso di voler dare il giusto risalto.

exvotocasamanzoni4A tal proposito, nello scorso luglio 2013 la costituenda Fondazione P.G.R,  istituzione non profit, si è posta l’obiettivo di salvaguardare una ricca collezione di ex voto, trovando ospitalità idonea negli spazi della Casa del Manzoni (facciata, nella foto), uomo di grande cultura e fede incrollabile; valutato anche il successo riscosso, si è pensato di consolidare questo legame e proporre esposizioni a lungo termine, con la rotazione di ex voto aventi come tema tipologie di miracoli differenti: protezione e ringraziamenti per lo scampato pericolo da carestie, pestilenze, guerre, calamità naturali e incidenti d’ogni sorta.

Pur finendo per costituire una specie di dizionario illustrato delle miserie umane, le tavolette votive hanno come denominatore comune lo stato di felicità che segue alla grazia ricevuta, per cui anche gli episodi più sanguinosi vengono in un certo modo pacificati dall’assoluta fiducia nella Provvidenza. (Così si spiega il fatto per cui il chirurgo che opera, magari amputando un braccio con una sega da falegname viene raffigurato come se sbucciasse tranquillamente una mela. Mentre il paziente, naturalmente sveglio, sorride fiducioso).

Merito della fede che si manifesta in una serenità costante e diffusa e nell’immutabilità della struttura della tavoletta attraverso i secoli. La disposizione dei vari elementi è sempre la stessa: devoto, Madonna, santi, e fedelissima ambientazione del miracolo.

exvotocasamanzoni2In tutto il mondo Cattolico, la struttura delle tavolette votive è sempre la stessa. Il comune denominatore è l’immobilità rispettosa delle persone e delle divinità raffigurate da questi artisti naif, un’ingenuità di cultura, conoscenze tecniche limitate, ignoranza di prospettiva e anatomia, goffa imitazione di modelli illustri e in genere una totale indifferenza per la cultura figurativa.

Il fenomeno degli ex voto si sviluppa nel 1400 (nella foto una tavoletta di allora). Un mutamento importante, però, risale alla metà del ‘500, quando il Concilio di Trento diede nuovo impulso al culto mariano: da allora, la grazia si riceve quasi sempre dalla Madonna. Risulta quasi impossibile distinguere, se non dalle didascalie, un ex voto dipinto in Baviera da uno realizzato in Austria, Svizzera o Messico.

Ma la vera patria delle tavolette votive fu l’Italia. Attualmente nel nostro Paese sono oltre 100 i principali santuari, classici luoghi di provenienza degli ex voto: alla mostra sarà possibile curiosare fra le tavolette eseguite in Lombardia, Lazio, Campania, Marche e Sardegna… Eppure la maggior parte dei madonnari conosciuti sono piemontesi (regione che può vantare la presenza di ben 65 santuari, anche grazie alla spinta propulsiva di Carlo e Federico Borromeo tra XVI-XVII secc).

exvotocasamanzoni3Le caratteristiche che rendono più apprezzate e ricercate le tavolette votive sono determinate dalla loro antichità e quindi dalla rarità, ma anche la tipologia del miracolo e dalla stranezza della grazia invocata. Tuttavia il valore intrinseco di questi ex voto sta nelle preziosissime indicazioni sulle tradizioni popolari e sulla vita di ogni giorno specie del mondo contadino italiano (In foto: ex-voto piemontese del 1848).

Dall’esame di una raccolta abbastanza ampia di queste tavolette si potrebbe per esempio ricavare un trattato di patologia sulle superstizioni e le cognizioni di altri tempi, sulla criminalità e sulle armi (spade, pugnali, archibugi e fucili di ogni genere), sui mezzi di trasporto (cavalli da tiro, carrozze, carretti fino alle prime vaporiere); un altro trattato, peraltro più raccapricciante, riguarda i molti pericoli che insidiavano i bambini, mentre una trattazione a parte di questa storia del costume potrebbe riguardare il letto in tutte le sue forme, con relativi baldacchini e coperte tradizionalmente sempre perfettamente stirate.

Ecco svelato il valore intrinseco degli antichi ex voto: ogni tavoletta rivela un autentico e insospettato squarcio di un mondo scomparso, permettendo all’uomo d’oggi di calarsi in sei secoli di vita quotidiana, con tutte le sue gioie e le sue disgrazie. Nel prossimo futuro saranno esposte le tavolette ex voto aventi per argomento il ringraziamento per gli scampati naufragi.

Marco

Fino all’11 aprile 2014

Casa del Manzoni
Via Morone 1 – Milano
Orari d’apertura:martedì – venerdì 9.00 – 16.00
Ingresso libero

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