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Microchip di un cane nel piatto di un ristorante cinese: querelata

piatto-cineseUna signora di Vigevano è stata querelata dopo aver scritto sul proprio social network che un amico in un ristorante cinese ha trovato nel piatto un  microchip di un cane.

Il ristorante cinese nominato non ci ha pensato due volte e ha sporto denuncia per diffamazione visto che la storia raccontata sul social network non aveva alcun fondamento e il presunto amico non esiste. Esiste invece un evidente danno per la reputazione del ristorante in questione dopo l'allusione della donna che la carne servita fosse quella di cane.

Si trattava probabilmente di una cliente scontenta che ha però fatto l'errore di inventare una storia priva di fondamento, la classica leggenda metropolitana; oltre a scrivere del microchip aveva raccontato che l’amico era dovuto andare in ospedale, dove era stato sottoposto a lavanda gastrica.

Il post della donna era stato subito condiviso da molti utenti ed in particolare da parte di gruppi animalisti che avevano insultato il ristorante credendo la notizia fosse vera.

Invece di far scemare la cosa, agli utenti che definivano la storia come una “bufala”, la donna rispondeva aumentando i particolari inventati.

E' stata poi la polizia ad effettuare le indagini e a scoprire che si trattava di una vera panzana, condita male!!

Chissà se la donna abbia digerito la denuncia per diffamazione aggravata a mezzo Internet. «Me la sono inventata per fare clamore» – ha ammesso poi la donna.

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