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CERVELLI SU CARTA. Collettiva di disegnatori in Corso di Porta Ticinese

Fino al 30 marzo la  77artgallery di corso di Porta ticinese ospita una collettiva di giovani talenti che utilizzano il supporto cartaceo. Unica differenza nella vetrina che presenta un dipinto: una Morte incappucciata che pare ironicamente darci il benvenuto, frutto della performance live che si è tenuta il giorno dell’inaugurazione, e che anticipa qualcosa di ciò che vedremo.  

cervelli carta 77artgallery1La mostra è estremamente composita dato che sia le tematiche che le tecniche utilizzate sono differenti, i curatori intendono dare una panoramica di ciò che colpisce con insistenza la mente di chi decide di lavorare con il disegno.

Che cosa identifica maggiormente la vostra personalità? Questa sembra la domanda a cui rispondono i sette artisti in mostra: alcuni sono una scommessa futura, alcuni già noti, altri che faranno parte di mostre in preparazione, ma tutti con le idee molto chiare su cosa e come intendono rappresentare il loro intimo sentire.

Quello che ne esce non è esattamente una visione pacificata del mondo contemporaneo. Chi con amarezza, chi con ironia, chi con una certa evasione nel grottesco, chi con leggera malinconia: nessuno esprime un desiderio di adattamento verso un mondo sentito come difficile.

Eppure l’insieme dei lavori regala una certa freschezza, quando si esce si ha l’impressione di essersi anche divertiti, di avere giocato con le idee. Il merito va sicuramente alla varietà ma soprattutto alla chiarezza dei concetti, che la perizia grafica riesce a rendere espliciti.

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Ogni artista ha a disposizione una parete.

Di fronte all’ingresso si parte con i disegni a china di Daniele Aimasso, estremamente preciso nel tratto, che rappresenta una denuncia sociale “vestita” da carta dei tarocchi. Interessante “Lord of Laziness”, un teschio che ha l’espressione del Cristo, con chiodi nella cornice che alludono alla corona di spine.

Nella parete successiva si riconosce la mano di Akab, autore della vetrina. Il fumettista presenta l’intero storyboard della fiaba “Una madre” di Andresen. Sono disegni originali, di un’oscura e agghiacciante storia, dove una madre deve accettare la morte del figlio, forse metafora dello scontro tra le aspirazioni personali e la dura legge della realtà.

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Di fronte troviamo Zibe, anch’egli noto per i milanesi, grazie ai suoi murales, osservabili soprattutto in zona Isola. Qui vediamo tutti lavori realizzati con stencil, immagini pop mescolate a ricordi della città e di chi la popola, che a volte soccombe alle sue logiche . Un’ opera intitolata “The art fever 2.0” realizzata con stencil ad hoc per la mostra, ci soprende per la  sua ricchezza cromatica.

Al centro sulla destra ci sono collages grotteschi del polacco Michal Pawlowski, unica nota non del tutto positiva sulla mostra. I suoi lavori ci sembrano dei divertissement poco chiari.

Sulla sinistra siamo piacevolmente attratti dall’ironia di disegni di Loris Dogana. L’alienazione dei personaggi ci conduce però subito nel regno della critica sociale feroce. Ricorda l’atmosfera di alcune vecchie illustrazioni del New Yorker.

Nell’ultima sala Mattia Surroz presenta il gioco del travestimento, le icone pop che non perdono identità anche con un cambio di sesso, divertente la Marylin barbuta. Di ben altro atteggiamento invece MariaRita Renatti che esprime il difficile e inscindibile rapporto con le proprie origini, nella dimensione matrilineare. Peccato che siano solo riproduzioni di suoi disegni. L’artista napoletana ne realizza in grandi formati integralmente a bic, e sembrano dipinti iperrealisti. Abbiamo però una buona notizia: dal 30 aprile la 77artgallery ha in programma una sua mostra personale, con i disegni originali.

Michela

Cervelli su carta

77artgallery
corso di Porta ticinese 77
Da lunedì a sabato ore 15-19
Ingresso libero

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