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Renzi-Moretti agli antipodi, incomprensioni economiche

morettiL'Italia delle contraddizioni, dove in un piatto della bilancia c'è troppo e nell'altro niente, l'Italia della fame da una parte e delle abbuffate dall'altra. L'Italia delle esagerazioni e della privazione, un paese insomma agli opposti, dove ci si uccide perchè non si riesce a mantenere la famiglia, perchè l'azienda presso la quale si lavora è in crisi e licenzia senza pietà. Ma anche un paese dove si sperpera denaro e addirittura coloro che prendono un super stipendio mensile a 4 o 5 zeri, minacciano di lasciare l'Italia e trasferirsi all'estero, perchè qui si trovano in un posto "inadeguato e povero". E' il caso di Mario Moretti, che percepisce uno stipendio di 70 mila euro al mese, vale a dire 850 mila euro l'anno e ha dichiarato che se gli tagliano lo stipendio, tanto amato e che tiene fortemente aggrappato a sè, si trasferisce all'estero. "Ma che se ne vada pure dove vuole, almeno risparmiamo!". Questo è il commento dell'italiano medio che ha ascoltato e letto questa originale dichiarazione di scontento personale.

Il premier Matteo Renzi, in collaborazione col commissario della spending review Carlo Cottarelli,  ha confermato la sua convinzione certa che per rinnovare e riportare l'Italia ad uno stato di decenza civile e sociale, oltre che economicamente più serena, si deve iniziare dai tagli degli stipendi dei manager pubblici, ma questa sua asserzione ha provocato scompigli tra i grandi della società attuale. Tra questi, Mario Moretti, l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, che ha espresso il suo malcontento per questa decisione, che costringerà, a suo parere, i manager pubblici italiani più bravi e competenti, a espatriare, cercando fortuna altrove, ma soprattutto uno stipendio molto più sostanzioso di quello che prenderebbero in Italia, visto le nuove normative che si vogliono mettere in vigore.

Il popolo italiano ha manifestato con piacere una favorevole approvazione nei confronti di questa strategia di risparmio e non sono mancate le osservazioni bizzarre e le critiche più esasperate nel web, che hanno fatto scalpore, ma soprattutto hanno diffuso il desiderio collettivo di rispristinare la giustizia sociale e l'equilibrio, con l'obiettivo di responsabilizzare innanzitutto i vertici più importanti, cioè coloro che stanno a capo di grosse aziende italiane e che rispetto alla maggioranza, vivono nel lusso più sfrenato. Moretti ritiene che è un suo sacro diritto prendere lo stipendio che ha preso finora, perchè chi gestisce un'impresa che fattura oltre 10 miliardi di dollari l'anno, come le Ferrovie, non può prendere uno stipendio inferiore a quello del Presidente della Repubblica. Inoltre, Moretti ha messo in evidenza che mentre lui prende 850 mila euro l'anno, il suo omlogo tedesco prende tre volte e mezzo di più. Quindi il noto amministratore delegato di FS si mostra sconfortato e sdegnato dalle dichiarazioni del premier Renzi e secondo il suo pensiero, in Italia si dovrebbero escogitare altre soluzioni per risparmiare e far girare la ruota dell'economia a ritmo regolare. Ma com'è ben risaputo, quando in una famiglia il pane viene a mancare, ci si adatta in modo intelligente ed equo. L'Italia è attualmente una grande famiglia in cui vengono a mancare le risorse necessarie, pertanto non può permettersi di correre veloce come un "treno" e dopo le gravi "fratture", riportate a  causa della crisi economica, ha bisogno di ricominciare a camminare.    

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