• Home
  • MOSTRE
  • Mito e Scultura nella Ceramica. Nanni Valentini al Museo Diocesano

Mito e Scultura nella Ceramica. Nanni Valentini al Museo Diocesano

Fino al 27 aprile sarà possibile visitare la mostra Nanni Valentini. Terre presso il Museo Diocesano. Si tratta di una selezione accurata delle sue opere più importanti, curata da Flaminio Gualdoni e dal direttore del museo, Paolo Biscottini. Il titolo Terre deriva dall’argilla, materia prediletta che evoca un legame con l’ambiente intimo della casa, e più in generale con la forza generatrice  e protettiva della Terra.


Nanni Valentini Casa di Bachelard 1982-84L’esposizione ripercorre circa l’ultimo decennio della carriera di Nanni Valentini ( 1932- 1985). Si parte dagli anni settanta con le Trasparenze pittoriche, dipinti su garza con inserti in carta, che costituiscono diverse gradazioni in monocromia attraverso la sovrapposizione e lo spessore dei materiali.

L’artista trovò però la propria strada espressiva più congeniale con l’utilizzo della ceramica nella scultura. Dalla pittura polimaterica si passa all’elaborazione di un linguaggio attraverso la materia nel senso pieno, tridimensionale.

Sono le installazioni della maturità quelle che decretano il successo per l’artista consacrato con L’Annunciazione  dalla mostra al PAC, del 1984. Valentini ha collaborato con artisti di fama internazionale come Lucio Fontana, che lo ha stimolato all’uso della ceramica, e ha sicuramente guardato come esempi le opere di Arturo Martini e Leoncillo Leonardi. 

La mostra si snoda al primo piano del Museo, per  undici sale.  Il percorso propone lo sviluppo  a ritroso delle opere presentate.

Nelle prime sale vediamo quindi le sculture più recenti, e a nostro avviso più suggestive. Ogni installazione si trova in una sala a sé, ricomposta nelle diverse parti in ceramica per come è stata ideata in origine. Presentazione differente si nota invece nelle ultime tre sale, dove troviamo alcune sculture “complete” per ciascuna stanza. 

Sviluppando il tema della dimora, intesa come spazio chiuso che tutela e genera, nascono le tre installazioni L’Annunciazione- Dioniso, Deriva, Il Dialogo.

Particolarmente rilevante l’Annunciazione  dove l’angelo pare librarsi con le sue ali quasi a volersi staccare dal blocco compatto della materia semigrezza e alleggerirsi, da scultura a elemento in movimento.  In sale successive vediamo Il Vaso e il Polipo che cita il motivo della brocchetta minoica di Gurnà: qui le due componenti sono staccate  e rese indipendenti , poi si riuniscono nella forma completa posizionata al centro.

Con Una materia per Pitagora ed Endimione e i 28 volti di Selene l’idea è rappresentata da frammenti, piastre, mattoni,  sagome: sono i segni della Terra che danno vita ad un racconto mitologico e mitopoietico.  Nelle utime sale apprezziamo  la serie delle Case, vere e proprie realizzazioni in miniatura di dimore, tema principe in questo caso legato all’idea dell’umanità  originaria, l’infanzia.  Infine le  ultime sale mostrano le già citate opere pittoriche “Trasparenze” degli anni settanta. 

I temi esplorati in mostra sono approfonditi in un catalogo realizzato ad hoc con interventi dei curatori, editato da Officine Saffi Publishing.

Michela

Nanni Valentini. Terre

Fino al 27 aprile

Museo Diocesano
Corso di Porta Ticinese 95, Milano
Da martedì a domenica 10-18. Chiuso il lunedì
Pin It

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.