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Munari politecnico: al Museo del Novecento la mostra di un artista poliedrico

Se chiedete chi è stato Bruno Munari potrete avere differenti risposte; designer, pittore, scultore, grafico, scrittore.Il fatto è che Munari fu tutto questo. Dal 6 aprile, in occasione dell'imminente apertura del Salone del Mobile, al 7 settembre il Museo del Novecento gli dedica una mostra dal titolo "Munari politecnico".

munari-politecnicoNato nel 1907 a Milano, dopo un' infanzia trascorsa nel Veneto, Munari a 18 anni torna a Milano ed inizia il suo percorso artistico lavorando come grafico ed entrando in contatto col movimento futurista. Negli anni '30 realizza le sue prime "Macchine Inutili" opere d'arte del tutto astratte ed uno dei suoi marchi di fabbrica. Negli anni '40 lavora come grafico presso Mondadori incominciando a scrivere libri per l'infanzia e nel 1948 insieme a Gillo Dorfles e altri artisti fonda il Movimento Arte Concreta.

La mostra è dedicata soprattutto alla sua attività nel dopoguerra attraverso opere che provengono in gran parte dalla collezione Vodoz-Danese e ha come obbiettivo quello di rivelare la  propensione artistica di Munari mettendolo a dialogo con chi è stato suo collega e fonte d'ispirazione durante quegli anni tra i quali Victor Vasarely e Mary Vieira.

Tra le opere presenti come non citare i libri illeggibili nati dall'idea di Munari di fare del liro una nuova forma di comunicazione, in questo caso non attraverso le parole ma i colori, la forma e i tagli. Altro esperimento di comunicazione sono le forchette parlanti. Chi di noi non si è mai divertito a spezzare i rebbi di una forchetta di plastica creando forme differenti. Munari fu l'artefice vedendo nella forchetta una mano e modellandone i rebbi in modo da crearne gestualità. I Fossili del 2000 sono una visione in parte umoristica di ciò che  è l'obsolescenza della tecnologia moderna; interni di valvole termoioniche in metalicrato trasparente a rappresentazione di satelliti spaziali che visti con l'occhio dello spettatore sembrano fossili di un'epoca passata. Inoltre si potranno ammirare anche alcuni esempi di sculture pieghevoli. In  un'altra saletta un focus è dedicato a fotografie realizzate da Ada Ardessi e Atto all'artista. Fotografie che ben dipingono la parte giocosa e l'invettiva di un artista sui generis.

Come scritto dallo stesso Munari il mezzo se non è più visto come tale diventa arte. In questo lui fu geniale e i numerosi premi vinti durante la sua carriera stanno a dimostrare che le sue infinite capacità ne fecere un artista poliedrico ed uno dei più amati del secolo scorso.

Edoardo

Munari politecnico

Fino al 7 settembre

Museo del Novecento
Via Marconi 1, Milano
Lunedì 14.30-19.30. Martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30. Giovedì e sabato 9.30-22.30
Ingresso intero 5 euro, ridotto 3 euro

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