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Giovane di 21 anni muore schiacciato dal crocifisso dedicato a papa Wojtyla

tragedia-in-val-camonica-crolla-crocifisso.jpgIl crollo di un Crocifisso crea scalpore in una zona tranquilla e pacifica del milanese. Una tragedia colma di coincidenze scioccanti, ha colpito Cevo, in Val Camonica, dove un giovane disabile di 21 anni, Marco Gusmini, originario di Lovere, ha perso la vita, schiacciato dalla croce dedicata a papa Wojtyla. Si tratta di una struttura pesante 600 kilogrammi, costituita da una croce in legno lamellare, ricurva e portante Gesù, che vantava un'altezza di 6 metri. L'opera è stata realizzata da Enrico Job (scomparso nel 2008) ed era stata originariamente installata a Brescia, ma successivamente, nel 2005, per volere del vescovo ausiliario, è stata trasferita in Val Camonica, a Cevo e posta su un'altura, in un luogo molto suggestivo, per ricordare una visita del papa Giovanni Paolo II, nel 1998, in occasione della commemorazione del centenario della nascita di Paolo VI.

Marco Gusmini è stata la vittima sfortunata della caduta della croce che si è spezzata all'improvviso, provocando la morte del ragazzo, che si trovava in gita con altri giovani dell'oratorio. Una giornata che era iniziata all'insegna del divertimento, si è conclusa, così, in maniera tragica e demoralizzante, lasciando tramortiti tutti gli abitanti della zona, contrassegnata da un destino crudele. Per strana coincidenza negativa, Gusmini abitava in via Giovanni XXIII e la tragedia si è verificata a distanza di tre giorni dalla canonizzazione del papa polacco e del pontefice bergamasco, presenziata e voluta da papa Francesco.

Il responsabile degli oratori bresciani ha dichiarato apertamente che hanno avuto moltissima paura, quando all'improvviso sono stati distolti da uno strano scricchiolio e hanno capito subito che qualcosa non andava per il verso giusto. "In quel momento tutti quanti sono scappati, anche Marco, ma si è spostato nella direzione opposta agli altri e non molto lontano, come invece avrebbe dovuto fare. Poi si sono sentite delle urla e tutti sono accorsi sul luogo dell'avvenuta tragedia, ma ormai era troppo tardi e non c'era più niente da fare". Questa è stata la testimonianza del responsabile degli oratori.

E' stata aperta un'inchiesta dalla procura di Brescia ed è stata affidata al sostituto procuratore Katy Bressanelli, originaria della Val Camonica. La struttura "colpevole" del tragico incidente, aveva generato varie dispute e disapprovazioni proprio per l'imponente mole che la caratterizzava, ma visto e considerato lo scopo originario di onorare una figura religiosa importante e meritevole di alta stima, è stata accettata benevolmente. Nessuno poteva immaginare un futuro della scultura così disatroso e moralmente deprimente, ma tutti gli italiani indistintamente, si congedano da Marco, con la solida speranza che venga accolto in paradiso, nel ruolo di angelo protettore.            

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