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Italia dei Primi e Italia degli Ultimi: la crisi

piazzacadornaChe l’Italia stia affrontando una crisi senza precedenti credo ormai sia un dato assodato. Si parla di economia, di moneta circolante, si parla di nuove povertà.

Cammino per le strade della Milano del Centro. Nulla sembra poi così cambiato. Il frettoloso via vai della gente, la ressa alle casse dei grandi magazzini, i mezzi carichi e i parcheggi a lisca di pesce sul Sempione, esondanti per i veicoli dei "temerari del divieto di sosta”.

Vagabondi, tanti. Schivati dalla gente, come sempre.

Sorrido. Il paradosso del mio caro Paese che si regge sulle stampelle delle pensioni d’invalidità.
I vagabondi sono schivati quando mendicano per strada, da tutti, da quegli stessi con cui ci si ritrova nelle file della Caritas.

Sorrido con un sorriso che sa di fiele quando sento le storie di questo caro Paese costruito sulle spalle di quei pochi rimasti, che con le loro pensioni sostengono figli e nipoti.

E tutti a parlar di politica, di destra e sinistra, di compromessi, di rimborsi. Tutti a gridare col “bianchino” delle 18 nel bar sottocasa, come se qualcuno potesse realmente sentire quelle parole, come se potessero veramente convincerci.

Non mi arruolerò tra le fila di quelli che “l’Italia fa schifo” anche se il cinismo fa moda, così come la disperazione.
Non parlerò del mio Paese cha cade a pezzi, senza più dignità, senza più le forze di difendere i propri padri, i propri poeti e i propri eroi.

Scrivo con le parole che tremano giusto un poco vagliando le molteplici esigenze di Quelli che incontro in coda al supermercato, Quelli nel parcheggio, Quelli alla fermata del tram e Quelli che non incontrerò per niente, se non nelle pagine di cronaca.

Partiamo quindi senza pretese, senza risposte. Con la pazienza dell’antropologo che passa al vaglio la nostra quotidianità alla ricerca dei tasselli mancanti, dell’ingranaggio difettoso che ha sabotato l’equilibrio di tutta la macchina sociale. Partiamo ad analizzare il profilo della nostra varia società con una domanda: Chi sono oggi gli Ultimi?”

Io li ho incontrati, e li incontro tutti i giorni, come sono sicura fate anche voi, senza saperlo. Io li chiamo gli Ultimi Capifila.

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