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A Bergamo le panchine anti-barbone creano polemiche

panchine-anti-bivacco-a-bergamo.jpgLa città di Bergamo è contraddistinta da una novità particolare in fatto di arredamento urbano. Si tratta delle panchine col bracciolo al centro, poste maggiormente sul viale "Giovanni XXIII", per evitare di far sdraiare chi è senza casa o alloggio provvisorio e dorme sulle panchine all'aperto. In altre parole, ciò si potrebbe definire, secondo qualcuno, una soluzione anti-barbone o contro il bivacco provocato dai clochard. E' un'iniziativa dell'assessore alla sicurezza Massimo Bandera, leghista, che ha cercato di combattere, secondo le sue idee e i suoi principi di civiltà, "il bivacco cittadino dovuto alle soste sulle panchine della città, dei senzatetto e di coloro che non hanno una fissa dimora".

Un provvedimento che ha scatenato in città, non poche polemiche, perchè non ritenuto estremamente necessario, specie da coloro che si adoperano per dare i dovuti soccorsi ai più poveri e agli sfortunati del luogo. Ma soprattutto un provvedimento che contrasta molto con il sacro appuntamento spirituale e religioso-cristiano-cattolico, seguito da milioni di italiani, della canonizzazione del pontefice bergamasco insieme al papa polacco Wojtyla, proprio domenica 26 Aprile. Due mondi opposti, quello di Milano e quello della capitale d'Italia, che sembra molto lontana insieme a tutto ciò che la caratterizza.

Il maggior disappunto è stato manifestato da don Fausto Resmini, che da anni, proprio poco distante dalla strada che viene considerata "il salotto di Bergamo", si adopera in soccorso dei senzatetto, degli emarginati e dei poveri della città di Bergamo e provincia, offrendo loro, insieme ai suoi validi e volenterosi collaboratori, un pasto caldo e le necessità primarie per sopravvivere, specie nei giorni di duro inverno, quando le temperature della città lombarda, scendono molto, portando freddo, neve e disagi vari per i meno fortunati che si ritrovano a dover combattere le difficoltà di un improvviso destino crudele.

Non si sa ancora se il suddetto provvedimento accoglierà il favore della completa cittadinanza bergamasca, ma già le polemiche si fanno sentire e Bergamo sembra divisa in due, distinta da vedute di pensiero diverse e addirittura opposte, che si scontrano vicendevolmente : da una parte, con la paura di essere etichettati negativamente dal resto d'Italia e col dubbio di non agire in modo prettamente umanitario. Dall'altra parte, invece, con questo provvedimento si vuole ripristinare l'ordine sociale, perchè molti di coloro che attendono la fermata degli autobus, non possono sostare comodamente sulle panchine, che a detta loro, "sono sempre occupate da gente che vive priva di norme igienico-sanitarie". Un dilemma morale che provocherà contraddizioni a livello locale, ma anche nazionale e che vedrà le sue conseguenze, positive o negative che siano, prestissimo.   

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