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Fernanda Wittgens: una vita dedicata all'arte e agli altri

fernanda-wittgensFernanda Wittgens è stata una figura importante per Milano, città dove è nata nel 1903, diventando la prima donna a rivestire l'incarico di Sovrintendente della Pinacoteca di Brera. Lo fece nel periodo più difficile: durante il secondo conflitto mondiale. Per il suo prestigio e per la sua benevolenza, Fernanda Wittgens è stata insignita di tanti riconoscimenti e, in seguito alla sua morte, sopraggiunta a Milano nel 1957, le è stata dedicata anche una via della nostra città.

Andiamo dunque a scoprire la vita straordinaria di questa donna milanese, paladina di giustizia e vera amante dell'arte. La sua tenacia e la sua dedizione hanno fatto del bene sia alla città di Milano, sia ad alcuni cittadini italiani durante il periodo fascista.

Fernanda Wittgens fu assunta presso la Pinacoteca di Brera nel 1928, dopo una laurea in Lettere e una successiva specializzazione in Storia dell'Arte, come “operaia avventizia”: una mansione umilissima, ma la sua caparbietà, il suo impegno e la sua bravura la misero subito in luce con il direttore della Pinacoteca, Ettore Modigliani. Egli capì subito il suo talento, quando nel 1929-30 fece organizzare a Fernanda una mostra di arte italiana a Londra, la quale ebbe uno strepitoso successo.

Così, Fernanda Wittgens divenne vice di Ettore Modigliani nel 1931 e nel 1941 divenne direttrice della Pinacoteca di Brera, dato che le leggi razziali avevano obbligato Modigliani a lasciare il suo paese.

Dal 1941 al 1944 il suo ruolo a Brera fu fondamentale: è grazie alla sua opera se oggi possiamo vedere ancora le meraviglie contenute nella Pinacoteca; fu proprio la Wittgens a mettere al riparo le preziosissime opere dalle razzie naziste e dai bombardamenti.

Diceva Fernanda: «Quando crolla una civiltà e l'uomo diventa una belva, chi ha il compito di difendere gli ideali? Sono i cosiddetti "intellettuali". Sarebbe troppo bello essere "intellettuale" in tempi pacifici e diventare codardi, quando c'è pericolo».

Questa sua forza d'animo le permise non soltanto di salvare le opere d'arte conservate nel museo milanese, ma anche numerose vite umane: fu l'artefice, infatti, della fuga in Svizzera del professore ebreo Paolo D'Ancona, della sua famiglia e di altri ebrei che nemmeno conosceva. Per questa ragione fu arrestata nel 1944 ma, con il finire della guerra, la sua reclusione terminò.

Dopo la fine della guerra, affiancò di nuovo Modigliani, tornato a dirigere Brera, e lottò per avere i fondi per la riapertura della Pinacoteca, gravemente danneggiata durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Alla morte di Modigliani, Fernanda Wittgens lo sostituì nell'incarico e divenne anche sovrintendente delle gallerie d'arte in Lombardia.

Proprio per il suo operato durante la seconda guerra mondiale, il 6 marzo 2014 le è stato dedicato un albero nel Giardino dei Giusti: una donna forte e un esempio di giustizia, questi due tratti fanno di Fernanda Wittgens un modello da seguire.

Claudia Bolognino

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