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Antoine Catala, concetti e parole in mostra al Peep Hole

Lo spazio artistico Peep Hole ospita una personale dell'artista francese Antoine Catala.

antonio-catala-peep-hole-milanoDal 23 maggio al 12 luglio 2014, la mostra, gestita e organizzata da Peep Hole e dal FRAC - Champagne - Ardennes di Reims, ospita alcune opere dell'artista nato a Tolosa nel 1975, ma che vive e lavora a New York. L'esposizione si intitola Heavy Words, e già dal titolo fa capire la strategia di Catala, incentrata sul gioco tra concetto e parola, la quale diventa più carica di significato se coniugata con l'apporto concettuale.

L'uso massiccio del digitale e dei nuovi media, per l'artista francese, è una reazione all'eccessiva tecnologizzazione della società contemporanea, esattamente come lo era la modalità d'azione di Fluxus negli anni '60 o dei concettuali americani nel decennio successivo.  La sua è un'opera seria, seppur intrisa di humour e sempre basata sul gioco di parole, che pare enigmistica pura applicata alla riflessione sul senso del linguaggio verbale nella società di oggi, dominata dai mass media e dalla cultura visuale del web: la sua strada segue quella crisi del moderno iniziata negli anni '60 e che, con la società di massa, si è sempre più fatta paradigma per l'arte contemporanea che non vuole essere pop.

Catala mescola concetto e materiale, valore estetico e semiotico, semplicemente giocando con poche parole, semplici ma essenziali. L'artista lavora sulla linea oggetto - immagine - parola, una trilogia di elementi che si equivalgono grazie alla tecnologia mediatizzata: con una semplice ricerca in internet, una parola può essere associata a mille immagini di svariati tipi e, se stampata, può tradursi in oggetti altrettanto variegati. Questa trilogia è sostenuta dal linguaggio e dall'uso sempre più "globale" che ne fa la società odierna. 

Le opere esposte sono tre: Il etait une fois, Abracadabra e Image familiesLa prima installazione è un rebus da risolvere concepito attraverso l'uso di diversi supporti, dall'ologramma alla proiezione della figura umana su vapore: la soluzione è proprio la frase (in francese) "Il etait une fois" ("c'era una volta"), ovvero il principio della storia del linguaggio nella società di massa della tecnologia. Catala intende essere "no logo" (parafrasando il celebre libro di Naomi Klein) anche nella seconda opera, nella quale piccoli pittogrammi cinetici si strutturano come sovrapposizione di parole e significati, segni di interpunzione e simboli: l'allusione è quella al linguaggio degli emoticon tipico delle chat, dei social network e dei messaggi di Whatsapp. Conclude la trilogia Image families, complesso sforzo di giocare su tre semplici parole costruendo una riflessione, visiva e concettuale, sul loro significato: "cat", "ass" e "car". Catala dispiega la natura illusionistica dell'immagine attraverso riproduzioni su supporti poligonali con quattro lati (ognuno con una figura diversa) e anche attraverso il video, su cui vengono proiettate le immagini, in digitale, di gatti e auto in mille varietà. A controllarci c'è il genio della parola, che prende la forma di piccoli droni che volano nella stanza a mo' di "big brother's watching you" (Orwell) e analizzano le immagini attraverso la riproduzione. A completare il tutto c'è un'allusione al futuro cibernetico della nostra società, ben rappresentato dalla voce meccanica che descrive gli oggetti, molto più simile all'annuncio dell'arrivo di un treno in stazione che a qualsiasi futuribile ammiccamento alla società technological-addicted.

La mostra si inserisce nel progetto Six ways to sundays.

Stefano

Antoine Catala - Heavy Words

Peep Hole
Via Stilicone, 10 Milano
Orari: mercoledì - sabato 15.00 - 19.30 o su appuntamento
Ingresso libero

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