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Creatività in scatole apribili: Opere Chiuse di Manuela Cirino in mostra alla Galleria Milano

La Galleria Milano, tra le vie Turati e Manin, ospita una curiosa mostra personale dell'artista milanese Manuela Cirino.

rifiorire closepNelle sale del prestigioso (e stupendamente conservato) palazzo nei pressi dei Giardini Pubblici, una delle quali affrescata da Andrea Appiani, è ospitata una mostra sulle sue Opere chiuseIl titolo dell'esposizione è L'immagine negata #2.

Manuela Cirino, milanese che lavora e vive a Novara, ha all'attivo un notevole curriculum di mostre personali (la prima del 1992) e collettive (il suo esordio fu nel 1988) presso grandi gallerie, come Martano di Torino, Minini a Brescia e Ciocca a Milano. A livello internazionale, ha esposto a Ottawa e a Kiel.

Tornando a Opere chiuse, si tratta di scatole di legno che, su prenotazione, possono essere portate a casa dallo spettatore, aperte e fruite per un mese: dopo trenta giorni andranno riportate in Galleria con un qualsiasi pensiero dell'utente che andrà registrato su un quaderno fornito dallo staff della Galleria. Le prenotazioni potranno essere effettuate fino alla fine dell'anno e, a inizio 2015, ci sarà un finissage con l'esposizione di tutti i pensieri. 

Come si può ben immaginare, la Cirino tratta una delle estreme propaggini del complesso fenomeno concettuale, attraverso una strategia insolita, ovvero quella del ready made che ogni utente pò portare a casa per fruire liberamente l'opera e associandovi pensieri e parole in libertà: solo in questo modo, prettamente democratico, si può realizzare una perfetta tangenza tra le esigenze dell'artista e quelle del pubblico/fruitore, attivando una nuova dinamica relazionale, quella che si attiva con i liberi pensieri dell'utente qualsiasi che ritira l'opera e se la porta a casa.

L'opera, quindi, esce, dialoga con il contesto che, per un mese, la ospiterà, quel contesto domestico, intimo e quotidiano in cui ognuno la vorrebbe calare. Dialogano anche con il mondo esterno, le Opere chiuse e rivelano, una volta aperte, il loro potenziale contenuto all'interno, all'apparenza molto semplice per un profano, ma molto intenso per la percezione dell'appassionato. Una volta rientrate, le opere saranno ospitate nella seconda sala aperte e corrdate di tutti i pensieri che gli utenti scriveranno.

La Cirino affronta, quindi, una necessità primigenia dell'artista, quella del rapporto interno - esterno, correlato a quello mostra - casa, a quello pubblico - privato e a quello tra condiviso e personale. La sfera sociale è molto coinvolta, nella sua opera: per lei è fondamentale capire che reazione (potenziale) possa avere un utente delle sue mystery box che celano l'immagine (da qui il titolo) per aumentarne il potenziale e per, poi, liberarne il contenuto a contatto con un'atmosfera diversa e più rarefatta. Come previdibile, la prtecipazione personale dello spettatore è fondamentale in tutto questo meccanismo e, senza di essa, il fenomeno non può esistere. Si tratta di un segreto nascosto che, da un momento all'altro, viene svelato di fronte al contatto intimo che avviene nella sfera privata dell'ambiente domestico. Tutta questa ricerca, in conclusione, è basata sulla perdita del contatto fisico nella realtà odierna che preferisce il virtuale: la risposta di Manuela Cirino è "aprite la scatola e aprirete voi stessi".

Stefano

Manuela Cirino - L'immagine negata #2

14 maggio - 10 settembre 2014

Galleria Milano
Via Turati, 14 - Via Manin, 13 Milano
Orari: martedì - sabato, 10.00 - 13.00; 16.00 - 20.00
Ingresso gratuito

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