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Coppie omosessuali: bene i diritti, occhio alla ragione

europride milanoMatrimoni omosessuali e gay pride, e rieccoci a commentare la vicenda. Viviamo in un'epoca e in uno stato, a tutti gli effetti, di diritto: questo però non ci svincoli da ciò che conta. Il cittadino, l'individuo, deve essere tutelato sotto il profilo giuridico avendo gli stessi diritti rispetto a tutti gli altri, tuttavia non dobbiamo perdere d'occhio che alla fine viviamo in una società, e che per convivere si deve evitare di dar sfoggio alle proprie vocazioni.

Questa è la principale critica che mi sento di muovere al "gay pride": la famosa sfilata degli omosessuali, non è criticabile sotto alcun punto di vista, a parte la troppa vistosità del fenomeno stesso. E' mai stata fatta una sfilata da parte di categorie particolari della popolazione, perchè a costoro è concesso? Da parte di preti, suore, avvocati, o semplicemente persone eterosessuali? Non mi pare. Non che ci sia nulla di male, anzi: tuttavia noto in tutto questo una sorta di forzatura, di imposizione rispetto a tutto il mondo.

Questo fatto sembra alquanto strano: questo voler sfoggiare quello che io non riesco a non identificare come "diversità" (nonostante io non creda assolutamente che questa esista per davvero) sia nelle espressioni sia nell'organizzazione. Cosa si vuole dimostrare? Le persone comuni, quelle assennate, non sono più legate a idee a dir poco retrograde sull'orientamento sessuale di alcun individuo. Allora perchè sfilare tutti avvinghiati o con capelli colorati solo per dimostrare... cosa? Ecco, è proprio questo il problema che sembra diventato comune: la profonda voglia di ostentare sè stessi in ogni propria sfumatura.

Un discorso che può anche essere esteso alle trascrizioni nel registro di stato civile. La domanda si pone immediata: perchè? E' conclamato che questa segnatura non produce alcun effetto giuridico, e per i diritti sui matrimoni omosessuali siamo molto lontani dal trovare una soluzione, visto che servirebbe cambiare la costituzione prima di emanare una certa legge che sancisca queste unioni. Quindi per quale motivo segnarsi su questo registro? Per farsi vedere che si è "diversi"?

Ripeto, e voglio che sia chiaro: non esiste alcuna differenza tra costoro e tutti gli altri, ma è semplicemente il nostro sistema giuridico che va adattato alle differenze di un nuovo tipo di società, che sta costruendo legami che i nostri padri costituenti non si erano immaginati. Tutto qui, non è una sorta di congiura per discriminare gli omosessesuali. D'altra parte però questi due eventi che ho appena descritto (registri appositi e gay pride) mi sembrano dei pretesti indiretti per creare una differenza, che è proprio l'ultima cosa che si vuole evitare.

Discorso a parte andrebbe fatto da un punto di vista epistemologico e spirituale sul termine "famiglia": permettere a coppie omosessuali di costruire una famiglia, quindi di allevare dei figli, non avrebbe delle conseguenze sulla psiche del singolo, nonchè nella coscienza comune? Questo discorso tuttavia mi sembra troppo delicato da affrontare, e necessita di riflessioni maggiormente ponderate.


Il fatto tuttavia resta, e queste manifestazioni un filo "sopra le righe" sembrerebbero avere l'effetto opposto di quello desiderato: così non si eliminano le differenze, ma si acuiscono.

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