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Mimmo Rotella e le sue decostruzioni urbane

Oggi ci rechiamo nel quartiere Brera, in una galleria fondata nel 1964 che da sempre si è occupata dell’esposizione delle opere di noti artisti italiani e internazionali del ’900. Il trasferimento nell’attuale sede avvenne nel 1968, concentrandosi sulla produzione di periodi storici di “Corrente” e delle Avanguardie degli anni ’60. Notevole è che la relazione degli artisti è da sempre andata ben oltre la mera produzione e esposizione delle opere d’arte, ma talvolta i rapporti si sono trasformati in vere e proprie relazioni di amicizia. Sono molti gli artisti che sono passati per questa galleria tra questi si citano Renato Guttuso, Ennio Morlotti, Gianni Dova, Roberto Crippa e molti altri protagonisti del panorama artistico italiano, abituali frequentatori del quartiere di Brera.

mimmo rotella donneTra le mostre più famose organizzate dalla galleria si ricordano quelle dedicate a Filippo De Pisis (1968), Felice Casorati (1970), Victor Vasarely (1973), Ardengo Soffici (1979) e Mario Sironi (1980). Ma veniamo a oggi, qui è in corso un’esposizione dedicata a uno dei padri del decollage, Mimmo Rotella, del quale è in corso una retrospettiva a Palazzo Reale di Milano.

All’interno di questa esposizione, a cura di Adriano Conte e Marcello Conte,  intitolata Decostruzioni urbane, potrete ammirare una serie di opere, 20 in totale, delle quali alcune mai esposte al grande pubblico. Questi lavori raccontano della produzione compresa in un arco di tempo che va dagli anni ’40 alla fine degli anni ’80. Si parte con alcuni disegni su carta realizzati durante il periodo della sua formazione, qui possiamo notare già la vena sperimentale dell’artista che si concretizza nello studio e nella realizzazione di composizioni geometriche e astratte

Continuiamo con i lavori che permettono di percepire i momenti di trasformazione della sua produzione, qui vediamo come l’artista identifica ed esprime ogni volta un nuovo linguaggio, identificabile come retro-affiche, definito dal critico d’arte francese Pierre Restany come “pre-sintesi dei processi simultanei di esplosione dei linguaggi visivi e sonori”; in particolare questo corpus di opere comprende effaçage, decollage e sovrapitture

Il percorso espositivo si conclude con le lamiere, le quali in un certo senso rappresentano sì un punto di arrivo in termini di sperimentazione, ma d’altra parte sono punto di partenza verso un rinnovato rapporto con il contesto metropolitano e urbano che qui diventa decostruito e dialettico. Il tutto all’interno di un’ottica in cui l’arte “è libera, euforica, piena d’ironia, né volgare né popolare e mira soprattutto alla creazione di un linguaggio inedito” (Mimmo Rotella).

Dafne

Mimmo Rotella. Decostruzioni urbane

Fino al 20 luglio 2014

Galleria Il Castello – Arte Moderna e Contemporanea
via Brera 16, Milano 
Dal martedì al sabato ore 11 - 13.30 e 15 - 19, lunedì 15 - 19 
Ingresso gratuito

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