Milano gay life: tra stupore e polemiche

milano-gay-lifeMilano a misura di gay, parte Milano Gay Life, la prima App dedicata all’universo LGBTI per conoscere e scoprire una città accogliente e interessante per tutti e lontana da ogni discriminazione omofobica.  A presentare i contenuti dell’applicazione disponibile per IOS e Android è stato l’assessore al Commercio, Attività produttive, Turismo, Franco D’Alfonso che vuole dare la possibilità a tutti di scoprire al meglio l’offerta di Milano in un’ottica gay friendly.

“La presenza per la prima volta sul portale del Turismo di Milano di un’App appositamente pensata per il mondo LGBTI, è un altro passo significativo verso una città sempre più aperta, accogliente e priva di ogni discriminazione nel segno dell’uguaglianza a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, così come avviene New York, Parigi, San Francisco, Berlino”. ”

“Sono particolarmente orgogliosa di aver fortemente voluto prima e poi contribuito alla pratica realizzazione di questa App, Milano Gay Life, che darà il benvenuto alle persone omosessuali che vorranno venire a visitarci, soprattutto in vista di Expo 2015”. Così la consigliera comunale Rosaria Iardino, vice presidente della Commissione sicurezza e coesione sociale e membro della commissione Expo. “Milano si uniforma alle altre grandi capitali internazionali – aggiunge Iardino - che da tempo presentano mappe e applicazioni LGBTI.

Su questa App, in italiano e inglese, i milanesi, i turisti e tutti gli interessati potranno trovare informazioni su eventi, locali, ristoranti, pub, hotel e negozi per scoprire, senza pregiudizi, il mondo LGBTI anche attraverso concerti, mostre fotografiche, dibattiti, associazioni sportive e culturali. Non mancherà inoltre l’indicazione dei centri per la tutela della salute e l’ubicazione dei distributori automatici 24h/24h per la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale.

Non sono ovviamente mancate le polemiche: quest'App non è piaciuta ai "benpensanti" ma neppure al mondo ad essa dedicato. «È un’operazione ipocrita: serve solo a promuovere Milano come città per il turismo gay», ha commentato Marco Albertini della rivista «Pride». 

Altra lamentela verte sul fatto che la comunità commerciale gay non è stata coinvolta nella creazione dell’App che sarebbe quindi un qualcosa "calato dall’alto", come dice Cristian Trivellato del club «Depot», che farà pubblicità solo ad alcuni locali e non a tutti.

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