• Home
  • EVENTI
  • I Sud Sound System in concerto a Milano: intervistiamoli!

I Sud Sound System in concerto a Milano: intervistiamoli!

Sud_Sound _ystem_Carroponte_IntervistaGiugno, 1991: esce il primo 12 pollici di un gruppo salentino che avrà modo e tempo di far parlare tutta la penisola. La genuinità dell’album ”Fuecu/T’a sciuta bona” provoca infatti una considerevole influenza nel panorama musicale dell’epoca sia per l’uso del dialetto salentino, sia per la freschezza delle sonorità, mischiate ad un preciso impegno culturale e sociale dei testi.

Giugno 2014: esce in tutti i digital store e negozi di dischi "Sta Tornu", il nuovo album dei Sud Sound System caratterizzato da collaudati ritmi dancehall, contaminati da hip hop, dubstep, funk e rhythm&blues. Le soluzioni musicali articolate ma anche più sperimentali, conferiscono ai membri del gruppo l’appellativo di “ambasciatori del reggae” in Italia e nel mondo.

19 le tracce di questo 9° album che spaziano tra diverse tematiche: "Do Parole", il primo singolo estratto, una vera ballata d’amore in stile anni ’60. Non mancano i brani a sfondo sociale come "Nazione Strana", che insabbia atti mafiosi continuando ad accentuare la disparità fra il Nord e Sud Italia; "Fumo Nell'Anima" un chiaro richiamo alla scempio legato alla fabbrica dell’Ilva di Taranto.

Il 25 luglio 2014 i Sud Sound System saranno a Sesto San Giovanni, sul palco del Carroponte ed in esclusiva per i lettori di MilanoFree.it ho avuto il piacere di intervistarli.

 

D: Due date milanesi del vostro "Sta Tornu" tour: avete ormai sdoganato il dialetto salentino in tutta Italia; cosa volete far conoscere della vostra terra a chi non ha mai avuto il piacere di percorrerla? 

R: Le bellezze di cui tanto si parla stanno diventando dei meri luoghi comuni che rischiano di offuscare i veri problemi della nostra terra. Ricordiamo che il Salento non è la Giamaica né i Caraibi e che, purtroppo, dal dopoguerra in poi è stato sfruttato “alla bisogna” dallo Stato italiano e dalle industrie del Nord che lo hanno ridotto ad una discarica a cielo aperto. Basti pensare a quanto accade a Taranto, a Brindisi o ai veleni nascosti nelle campagne del Sud Salento. Crediamo che queste siano le vere priorità da far conoscere agli italiani, soprattutto ai magistrati.

 

D: Voi, come diversi artisti del Sud Italia (da Pino Daniele al giovane Rocco Hunt) avete conquistato una vastissima fetta di pubblico cantando nel vostro dialetto; perché non succede anche con il dialetto lombardo per esempio? Credete che le sonorità dei dialetti del Nord Italia non siano adatte ad abbracciare il grande pubblico o più semplicemente nel 2014 non ci sono artisti in grado di sfondare in questo senso? 

R: Non crediamo che i dialetti del Nord Italia non siano adatti, basti pensare alla Liguria degli anni ’60, al Piemonte delle posse o al reggae del Veneto. Credo che il problema sia un altro: negli ultimi anni le grosse radio del Settentrione hanno preferito promuovere un hip hop modaiolo ed anche abbastanza banale omologando l’ascolto su standard yankee, ben lontani dalla realtà di provincia che i dialetti esprimono. Il vero danno arriva quindi dall’alto: se Radio Deejay non passa la musica dialettale, i nuovi cantanti non si esporranno con brani della loro terra ma ripiegheranno sull’opportunismo offerto dalle mode del tatoo, del cappellino e della canotta in stile americano… e addio dialetto e spontaneità!

 

D: Il prossimo annoa Milano ci sarà l’Expo, cosa pensate di questo evento di livello internazionale? Credete possa portare qualche beneficio al Sud Italia? 

R: Gli unici benefici che l’Expo porterà al Sud li avranno le mafie. Anzi, li hanno già ampiamente avuti e quello che vedrete saranno solo le briciole che hanno lasciato.

Sud_Sound_System_Carroponte_Intervista_2

 

D: “Sta Tornu” simboleggia un nuovo inizio che rispecchia la gioia e la speranza di uscire da questo oramai consolidato periodo di crisi? 

R: Per uscire dalla crisi bisogna uscire dalla massa per inventarsi un nuovo percorso: i giovani sono stati traditi dalla scuola e dal mondo del lavoro e devono affidarsi alla fantasia per ricostruire la loro esistenza. Noi abbiamo osservato i figli degli operai di Taranto, che dopo aver digerito il tradimento dell’industria, dello Stato e della società in generale, hanno deciso di riprendersi la loro città con gli strumenti che offre il territorio: il mare, la campagna e la storia di una città capitale della Magna Grecia. E ci stanno riuscendo. E’ un modello che deve essere implementato altrove: per avere il futuro bisogna fare a meno dello Stato e fare affidamento sulle proprie capacità.

 

D: Noi di MilanoFree.it vi auguriamo una buona estate e un buon tour a ritmo di “Ne sciamu a ballare, annanzi a mare”, in cambio della versione reggae di “O mia bella madunina” il 25 luglio sul palco del Carroponte, ci possiamo sperare?!

R: Siamo sinceri: per rispetto al dialetto milanese e alla Madunnina, continueremo a cantare “Ne sciamu a ballare annanzi a mare” perché è quello che ci compete ed è quello che sappiamo fare, ma siamo certi che vi faremo ugualmente divertire!

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.