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Focus Ucraina: ma chi sono i ribelli dell'est?

L'abbattimento in Ucraina del volo Malaysia Airlines MH17 da parte dei "filorussi" che vorrebbero l'indipendenza delle regioni dell'est ucraino da Kiev sta facendo emergere le reali responsabilità di chi vuole mantenere il caos all'interno dell'Ucraina. Gli attori di questo scenario che sembrerebbero essere identificati nei separatisti ucraini,  ora che le pressioni internazionali hanno messo l'Ucraina sotto la lente d'ingrandimento, sono a tratti sconcertanti.

E' noto come da mesi il governo di Kiev chieda a gran voce l'aiuto dell'UE e degli Usa per preservare la propria libertà ed indipendenza, dopo la triste pagina dell'annessione della Crimea alla Russia in violazione degli Accordi Internazionali e del Trattato di Budapest del 1994, che, in cambio della cessione dell'arsenale nucleare ucraino, ha garantito l'inviolabilità dei confini di Kyiv da parte di Gran Bretagna, Stati Uniti e Russia.

Il governo di Kiev negli ultimi mesi non ha potuto far altro che dar fondo alle finanze statali per armare un esercito di liberazione da quelli che considera veri e propri terroristi.

I separatisti poi non hanno alcuna volontà di piacere all'opinione pubblica: sciacallaggi e manomissione delle prove sul luogo dell'incidente aereo e mancata disponibilità a far accedere gli investigatori internazionali sono stati loro comportamenti usuali. Il governo di Kiev era arrivato ad esortare i familiari delle vittime aeree a bloccare le carte di credito che erano state razziate ed utilizzate dai separatisti.

Chi sono questi uomini e quali sono le loro reali intenzioni?

Vengono etichettati da Mosca come separatisti ucraini che combattono in modo improvvisato a Donetsk e Luhansk contro un governo di Kiev neofascista ma la realtà sembra essere un'altra. La maggioranza di loro, armati di tutto punto, non ha passaporto ucraino ma russo, ceceno, uzbeko, sono quindi soldati mercenari al soldo di qualcuno che non vuole un Ucraina nell'UE che potrebbe indebolire l'orbita russa.

I "comandanti" dei ribelli separatisti dell'autoproclamata Repubblica Popolare del Donetsk e della Repubblica Popolare di Luhansk, hanno cittadinanza russa ed un passato come militari nei servizi federali di sicurezza della Russia; il cosiddetto nuovo vice primo ministro in Ucraina orientale, Vladimir Antyufeyev, cittadino russo, ha in precedenza  assunto ruoli di protezione negli stati secessionisti del Transdnestr (Moldova) e Abkhazia (Georgia).

Non sono solo ai vertici militari provenienti dall'esercito russo ma anche tra le truppe scarseggiano veri cittadini ucraini ed abbondano invece gli stranieri con cittadinanze post-sovietiche. Alcuni membri usciti dalle file dei separatisti hanno dichiarato che stavano lottando per l'Unione Sovietica, per una visione nostalgica di un Impero, ma la maggioranza di questi  sono mercenari e non lo farebbero per la "causa russa" ma piuttosto per soldi.

E l'occidente cosa fa?

Usa ed Europa hanno detto a gran voce che la Russia risponderà delle sue azioni e potrebbe essere soggetta a un isolamento diplomatico ed economico dopo l'annessione illegittima della Crimea e soprattutto dopo i nuovi dossier sull'appoggio militare ai miliziani separatisti. Le sanzioni hanno fatto il solletico a Putin, ma ci si muove con i pedi di piombo per evitare un nuovo conflitto mondiale e a scongiurare scenari impensabili ci si augura siano gli stessi cittadini russi a contrastare l'autoritarismo e la politica guerraffondaia di Putin.

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