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Together. Lina Bo Bardi alla Triennale di Milano

A settembre inizia una nuova stagione espositiva alla Triennale di Milano, e se per la mostra Trame dobbiamo aspettare ancora un po’, vi parlo dell’esposizione dedicata alla personalità di Lina Bo Bardi che inaugura tra pochi giorni presso il Triennale Design Museum.

lina-bo-bardi-triennale-milano-mostraPiù che presentarsi come un’antologica e esposizione monografica, la mostra a cura di Noemi Blager, si propone di mettere in evidenza quale sia stato il reale contributo nel campo del progetto, le ricerche e l’influenza che esercita tutt’oggi la sua idea progettuale su progettisti e artisti contemporanei.

Anche per questo viene presentata una reinterpretazione attraverso i film di Tapio Snellmann, le fotografie di Ioana Marinescu e il lavoro dell’artista Madelon Vriesendorp.

L’architetto, sosteneva che un paese deve costruire la sua identità sulle fondamenta delle proprie radici. Di origine brasiliana, Lina Bo Bardi ha esplorato queste terre in modo da poterne capire appieno la cultura, organizzando diverse mostre di arte popolare brasiliana per permettere a tutti di poter apprezzare il valore estetico e poetico degli oggetti della vita quotidiana, i giocattoli, gli ex-voto e gli utensili.

Questa concezione è percepibile, in particolare con l’installazione di Madelon Vriesendorp che ne  celebra appunto l’approccio progettuale e culturale. L’artista ha selezionato una serie di oggetti, sia sacri  che quotidiani, provenienti dai mercati di Salvador de Bahia. A tutto questo si sono aggiunti una serie di oggetti realizzati insieme alla gente del posto tra cui bambini durante un workshop condotto alla Solar do Unhão. È da questa fase di ricerca e esperienza che sono state create le giganti figure Exu, delle divinità afro-brasiliane che connettono il mondo spirituale e materiale simbolo di movimento ed equilibrio.

Ancora una celebrazione dell’architetto, nell’opera che presenta delle mani di carta che non sono vanno a citare dei pensieri tratti dagli schizzi della Bo Bardi, ma richiamano un dettaglio specifico nei suoi schizzi, una mano con il dito indice puntato.

Da qui si giunge ai film di Tapio Snellman che tendono a raccontare l’architettura di Lina considerando edifici in quanto oggetti, e alle due proiezioni nelle quasi si esplora la vita nel SESC Pompéia. Lo spazio di trasforma e si plasma a seconda delle persone che vi si muovono all’interno, e una terza proiezione riflessa in una pozza d’acqua, mette in mostra diverse sfaccettature della città di San Paolo, la sua gente, la sua vita e  i suoi ritmi.

E ancora, in mostra potrete vedere tre piccoli schermi, il primo presenta textures, materiali e colori che raccontano del passare del tempo, della presenza umana e qual’era il mondo tattile di Lina Bo Bardi; mentre gli altri due riproducono dei film girati a Salvador de Bahia che mettono in evidenza come l’architetto si sia fatta ispirare dall’artigianato, dalla musica, dalle abitudini e dai vari stili di vita qui presenti.

Nella parte conclusiva si può fruire di un documentario realizzato nel 1980 sulla sua vita. I film di Tapio Snellman e le fotografie di Ioana Marinescu vanno infine a ricreare quella che è stata l’atmosfera della sua residenza privata, mettendo in mostra ogni oggetto parte dell’arredamento, dai giocattoli, ai materiali fino alle opere d’arte, e infine l’esposizione della Bardi’s Bowl Chair, l’iconica poltroncina disegnata nel 1951 e oggi prodotta in edizione limitata per la prima volta da Arper.

Lina Bo Bardi: Together

Dal 4 settembre al 5 ottobre 20124

Triennale di Milano
Viale Alemagna, 6 Milano
Orari: martedì-domenica 10.30-20.30, giovedi 10.30-23

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