Miracolo a Milano

miracolo a milano emma gramatica vittorio de sicaQuesta volta voglio seguire una traccia nuova, in altre parole raccontare uno dei tanti film che hanno visto protagonista la nostra Milano, e quale più opportuno se non iniziare proprio da Miracolo a Milano? Il film, tratto da un romanzo di Zavattini dal titolo “Totò il buono”, è del 1951 e diretto dal regista Vittorio De Sica. La trama, piuttosto fiabesca, vede un ragazzo orfano che sogna un mondo diverso dove poter vivere. Nel suo pellegrinare farà amicizia con dei barboni, conoscerà Edvige, che diverrà la sua fidanzata, e alla fine si troverà nella piazza del Duomo in compagnia di molti netturbini cui ruberà le scope dove, a cavallo di queste, voleranno via. Nella stesura iniziale il titolo non era “Miracolo a Milano”, ma “I poveri disturbano”, poi, per ragioni politiche, il titolo fu modificato.

Quali angoli della nostra città sono stati immortalati dalla macchina da presa? È la zona limitrofa alla stazione di Lambrate che vede alcune inquadrature. Vediamo allora alcuni fotogrammi di questo film, catalogato, da alcuni esperti, come genere Fantasy.

Provoca tristezza vedere, nella baraccopoli dove il protagonista si è rifugiato, quel carretto, con una ruota mezza storta, tirato a braccia da un uomo a testa china, e seguito da personaggi con i ropri poveri bagagli, che devono abbandonare il luogo perché il solito affarista senza scrupoli vuole libero il terreno. Così com'è molto commovente la scena dove il protagonista, che ricordo, si chiama Totò, gioca con una bimba a “cucù”, su un campo coperto di neve chiudendo e aprendo una porta rimasta sola in piedi, con il suo stipite, per puro miracolo.

Altra inquadratura interessante è quella concernente la presenza dei netturbini davanti al Duomo che stanno pulendo la piazza. Poiché il cinema è anche documento storico, si può vedere come questi preziosi lavoratori erano vestiti e com'era il carrettino con bidone che si portavano appresso; così come si vede il contrasto con persone che transitano ma rappresentanti della ricca borghesia. Un’altra inquadratura molto simbolica, è quella che vede Totò e Edvige che, a cavallo di una scopa, s’involano lasciandosi alle spalle Milano. Si noti la somiglianza della scopa a quella delle streghe,miracolo-a-milano a quella usata anche in Harry Potter o nel film della Disney, l’Apprendista stregone. Interessante analizzare il significato simbolico che la scopa viene ad assumere come finale del film, nella sua eccezione positiva, la scopa è nata come oggetto liturgico che serviva, oltre che per pulire, purificare i luoghi di culto, per il rito associato all'arrivo della nuova stagione, dove con l’atto dello spazzare, si voleva, magicamente, spazzare le nere nuvole, e aprirsi al nuovo ciclo. In fondo il finale del film è proprio l’augurio di lasciarsi alle spalle il vecchio e aprirsi al nuovo.

Di fotogrammi da descrivere ce ne sarebbero ancora molti, la cosa migliore è quella di visionare l’intero film, tuttavia non posso tralasciare di evidenziare alcune delle tante locandine che pubblicizzavano il film.miracolo-a-milano2

Prima di terminare è doveroso citare i protagonisti che hanno creato questa pellicola cinematografica. Il film, come già detto è ispirato a uno scritto di Zavattini, che la regia di Vittorio De Sica ha trasformato in pellicola.

Il film, come già accennato, racconta la storia di un gruppo di persone povere che vivono in baracche nella periferia di Milano, precisamente nei campi presso la stazione ferroviaria di Lambrate. Un industriale, avido di denaro, decide di abbattere le baracche, cacciare i suoi abitanti e riprendersi il suo terreno, poiché pare sia sgorgato un getto di petrolio. La presenza di Totò sconvolge e rianima i poveri abitanti. Una favola a sfondo sociale. Ricordo che il film è stato premiato con la Palma d’Oro al festival di Cannes, col Nastro d’Argento per la miglior scenografia e, per i critici di New York, miglior film straniero del 1951. Nel luglio del 2002 la pellicola è stata restaurata. Nel novembre del 2007, nel Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, è stata messa in scena l’opera lirica “Miracolo a Milano”, tratto dall'opera di Zavattini.

Ricordo alcuni attori: Paolo Stoppa, Francesco Golisano, nei panni di Totò, Brunella Bovo in quella di Edvige, ed Emma Grammatica in quella della vecchia Lolotta. Le musiche sono di Alessandro Cicognini, la durata del film è di cento minuti.

Che dire ancora se non buona visione.

 Il Barbapedana

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