La Ferrari di Luca Cordero di Montezemolo

Il nome italiano più famoso nel mondo è Ferrari, negli Stati Uniti, piuttosto che in Cina o in SouthAfrica, questo nome viene immediatamente associato alle fantastiche vetture rosso fuoco che un geniale signore di nome Enzo Ferrari, ideò e produsse a Maranello.
Ma dopo di lui, il nome più legato al Cavallino è quello di Luca Cordero di Montezemolo.

Tutto cominciò agli inizi degli anni Settanta, quando il giovane avvocato fu contattato da Enzo Ferrari, che lo aveva sentito alla trasmissione “Chiamate Roma 3131” difendere l’automobilismo italiano, che stava attraversando una fase di declino. 

Colpito dalle parole del ragazzo, Ferrari, lo convocò a Maranello e gli propose di diventare suo assistente alla Ferrari e Montezemolo, che era laureato in legge, accettò l’incarico.
Il destino o la sorte segue a volte strane strade per disegnare la vita delle persone.
Che cosa aveva visto Enzo Ferrari? O meglio cosa aveva sentito nella voce piena di entusiasmo del giovane avvocato? Certo fu che la scelta si rivelò azzeccata.
Non serve elencare i trofei, i titoli, le vittorie che la Ferrari ha conosciuto sotto la guida di Montezemolo. I piloti negli anni sono cambiati. Montezemolo ha lavorato con l’ingegner Forghieri, ha avuto piloti come Niki Lauda, ha conosciuto quel meraviglioso e pazzo “aviatore volante” che è stato Gilles Villeneuve, ha diviso con Schumi 91 vittorie e cinque titoli mondiali, gli ultimi anni d’oro della Ferrari.
La Ferrari non è solo la squadra corse, la Ferrari è un marchio vincente nel mondo, è il biglietto da visita più prestigioso dell’Italia, Montezemolo l’ha sempre portata a migliorare ad affermarsi nei cinque continenti.
luca 2Non vogliamo soffermarci sulle strategie economiche che hanno portato Marchionne a obbligare, di fatto, a licenziare Montezemolo, né sull’entità della sua liquidazione.
E’ il cuore Ferrari, quello enorme che i tifosi amano stendere sotto il podio, che parla.
Vogliamo ricordarne l’entusiasmo, il sorriso per le vittorie dei suoi piloti, il disappunto per le sconfitte, la pacca d’incoraggiamento sulla spalla degli ingegneri.
Come presidente, non è mai salito sul podio, ma i titoli mondiali di Lauda, di Schumacher, le cocenti delusioni di Alonso l’hanno sempre visto protagonista.
Grazie Presidente!
Lei sarà sempre il Presidente della Ferrari!

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