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Freedom Fighters: in mostra a Palazzo Reale chi ha contribuito all'uguaglianza razziale

freedom fightersTutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Art. 3 della Costituzione Italiana
 
Questo è uno degli articoli facenti parte dei Principi Fondamentali della nostra Costituzione Italiana entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Solo 14 anni dopo, negli Stati Uniti d'America che agli occhi degli europei e noi italiani erano visti come un modello da imitare, fu approvato il Civil Right Act legge che metteva fine alla segregazione razziale e permetteva alle persone di colore di frequentare gli stessi luoghi dei bianchi.
 
"La fotografia diventa il linguaggio per raccontare il lungo e tortuoso cammino della battaglia per i diritti civili negli Stati Uniti. Una lotta che non è mai terminata né terminerà negli Stati Uniti come dovunque perchè esisterà sempre un diverso, uno straniero, una minoranza da proteggere" Queste sono le parole dell'assessore alla Cultura Filippo del Corno alla presentazione di Freedom Fighters mostra fotografica ad ingresso gratuito in programma fino al 12 ottobre a Palazzo Reale. La mostra si sviluppa dal 1776, anno della firma della Dichiarazione di Indipendenza, al 1964 anno del nobel per la pace a Martin Luther King e proprio dell'approvazione del Civil Right Act fortemente voluto da John Fitzgerald Kennedy che lo presentò durante il suo discorso sui diritti civili l'11 giugno 1963. Martin Luther King, John Fitzgerald Kennedy e Robert Kennedy; sono queste le figure a cui la mostra dà spazio e celebra per essere stati i maggiori fautori dell'Uguaglianza razziale negli Stati Uniti.
 
Questi tre personaggi storici moriranno tutti assassinati tra il 1963 ed il 1968 per cause e motivi diversi tra loro e non per forza collegati alle loro lotte contro il razzismo ma molte altre persone hanno perso la vita a causa del loro colore di pelle e del loro attivismo. Si passa dalla condanna a morte per John Brown nel 1859 per il suo attivismo contro la schiavitù, al brutale assassinio di Emmet Till ragazzo di colore seviziato ed ucciso reo di aver detto qualche parola di apprezzamento nei confronti di una donna bianca. Ci sono poi le immagini di Rosa Parks, donna di colore che si rifiutò di cedere un posto ad un bianco su un autobus, quelle dei Freedom Riders che percorrevano gli Stati Uniti a bordo di autobus per protestare contro la segregazione razziale, fino ad arrivare alle immagini che celebrano la marcia su Washington per il lavoro e la libertà del 1963.

Immagini che colpiscono le coscienze, immagini neanche troppo lontane nel tempo ma che purtroppo si ripetono, magari in situazioni e contesti diversi ma con vittime sempre persone di colore. Come i due recenti casi di ragazzi afroamericani disarmati uccisi da poliziotti a St. Louis e nello Utah. C'è ancora odio e l'odio genera paura ma basta riprendere immagini e fogli scritti con l'inchiostro per ricordare a tutti e sé stessi dell'esistenza di certi diritti inviolabili. Ed è per questo che certe persone resteranno per sempre nella storia.

 
Freedom Fighters
Palazzo Reale - Milano
dal 22 settembre al 12 ottobre 2014
Ingresso gratuito
 
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