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Discorso di Papa Francesco ai Rappresentanti delle altre religioni

papa-francescoCome abbiamo avuto modo di apprendere dalla stampa o da altri canali d’informazione, Papa Francesco si è recato, Domenica 21 settembre, in terra d’Albania. Tra i vari incontri e pronunciamenti voglio porre l’accento a quello che ha tenuto ai rappresentanti delle varie religioni presenti all’incontro, poiché mi pare offra degli spunti interessanti di riflessione.

In carattere rosso riporto le parole di Francesco. Dopo le prime parole di circostanza e doverose dell’ospitalità, il Papa entra nel vivo della questione e subito afferma: l’Albania è stata tristemente testimone di quali violenze e di quali drammi possa causare la forzata esclusione di Dio dalla vita personale e comunitaria. Quando, in nome di un’ideologia, si vuole estromettere Dio dalla società, si finisce per adorare degli idoli, e ben presto l’uomo smarrisce sé stesso, la sua dignità è calpestata, i suoi diritti violati. “Quando in nome di un’ideologia”, credo che la storia dell’umanità ne abbia dato un clamoroso e doloroso esempio e, purtroppo, ancora c’è chi insiste nel ritenere che questo metodo possa offrire la vera libertà. “Si finisce per adorare degli idoli”, è quasi obbligatorio, l’uomo non può, per sua stessa intrinseca natura, credere in niente, nel nulla. La propria fiducia, la speranza, il senso stesso dell’esistenza deve necessariamente ancorare le proprie radici in qualcuno, in qualcosa. Da questa scelta, più o meno consapevole, dipende la felicità o meno dell’essere.

La vera libertà religiosa rifugge dalle tentazioni dell’intolleranza e del settarismo, e promuove atteggiamenti di rispettoso e costruttivo dialogo. La religione autentica è fonte di pace e non di violenza! Nessuno può usare il nome di Dio per commettere violenza! Uccidere in nome di Dio è un grande sacrilegio! Discriminare in nome di Dio è inumano. 

Commentare queste parole mi pare non ce ne sia bisogno, tanto sono chiare. Poi Francesco precisa due atteggiamenti importanti e afferma:

È necessario vedere, in ogni uomo e donna, anche in quanti non appartengono alla propria tradizione religiosa, non dei rivali, meno ancora dei nemici, bensì dei fratelli e delle sorelle. Chi è sicuro delle proprie convinzioni non ha bisogno di imporsi, di esercitare pressioni sull’altro. “Chi è sicuro delle proprie convinzioni” e aggiungo della propria Fede, non solo non ha motivo di imporsi con la forza, ma neppure assume atteggiamenti remissivi o di timore, perché la sua fede è salda. È chi si avvale della forza che ha paura!

Un secondo atteggiamento è l’impegno in favore del bene comune. Più si è al servizio degli altri, con convinzione, con generosità disinteressata, più si è liberi! Il bene comune! Se davvero si tenesse sempre presente questa necessità, sia a livello personale sia politico e religioso, come la società sarebbe molto migliore!

Poi a braccio il Papa ha aggiunto: e poi, una cosa che è sempre questo fantasma... ma è tutto relativo, il relativismo...

Un principio chiaro, non si può dialogare se non si parte dalla propria identità. Andiamo dalla nostra identità, non facendo finta di averne un’altra: quello non serve, non aiuta. Quello è relativismo. È da qualche tempo che la Chiesa richiama giustamente l’attenzione sul relativismo, un pericolo che rischia, grazie anche e purtroppo alla forte ignoranza religiosa, di aprire nelle coscienze brecce pericolose. Dobbiamo con determinazione dimostrare la nostra appartenenza, senza timori o scrupoli irragionevoli. È più rispettato e onorato chi dimostra la propria integrità di chi si atteggia a buonismi compiacenti. . Ecco allora che, ad esempio, quelle scelte di non fare il presepio perché offende altre religioni, togliere il Crocefisso perché altrimenti... e via di seguito, nasconde l’insicurezza nella propria Fede, lasciando spazio a un buonismo tossico.

Papa Francesco ha dato un’altra occasione per riflettere sul significato della propria Fede e di operare una scelta matura e consapevole.

 

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