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30 settembre 1998: Bruno Munari muore, lasciando in eredità la sua multidisciplinarietà e un nuovo modo di progettare

munari 2Bruno Munari è una delle figure più importanti e certamente meno definibili dell'intero Novecento artistico.

Il suo anno di nascita è il 1908, e la città che lo dà alla luce è Milano. Ma non sarà Milano a far da cornice alla sua infanzia; vi tornerà però a 19 anni, nel 1927. 

Il giovane Munari viene inevitabilmente coinvolto dal clima futurista milanese, di cui condivide alcune caratteristiche fondamentali: l'interdisciplinarietà e l'anti-elitarismo nell'arte

E' difficile capire esattamente cosa sia rimasto a Munari dell'influenza futurista, così come di tutti quei movimenti d'avanguardia (dadaismo e surrealismo, per esempio) che, in qualche modo, affascinavano l'artista milanese

Il trampolino di lancio del Munari-Indipendente è certamente la Macchina Aerea (1930), e il "volo" prosegue nel 1934 con le Macchine Inutili, che per definizione non hanno alcuna funzione o utilità: si tratta di macchine in movimento, costituite da pezzi di diversi materiali leggeri (dal legno all'alluminio), che fluttuano e si muovono nello spazio, modellandolo, gettando il primo seme per la nascita dell'Arte CineticaMunari si allontana dalle propagande futuristiche, condividendone più i metodi che il contenuto. Ma quegli anni del futurismo milanese sono fondamentali soprattutto per lo sviluppo di un metodo tutto proprio, che inizia ad allontanare Munari da qualsiasi tipo di definizione e approccio pre-costituito.

munari

Al suo lavoro d'artista, Munari affianca  una serie di collaborazioni nel campo della grafica. Nel 1929 lavora in differenti studi grafici, e nel 1930 si mette in proprio, aprendo uno studio di grafica in collaborazione con Ricardo Ricas, fino al 1937.

Non mancano lavori presso riviste e giornali (per esempio per il "Corriere dei Piccoli"), e illustrazioni per libri. L'educazione anti-accademica di Munari certo contribuisce a spingerlo a esplorare nuove tecniche e nuovi linguaggi, e a distacarlo dalla tradizione futurista. Distacco che avviene definitivamente nel 1934.

Gli anni della guerra vedono Munari al lavoro dipendente - per esempio per la casa editrice Mondadori. Con la fine della guerra finisce un periodo fondamentale, quello della formazione e della maturazione personale, e quello del lavoro dipendente. Si apre la strada per la libera professione. Sono di questo periodo alcune pubblicazioni di libri per bambini e le Fotocronache (1944).

Gli anni '50 sono fondamentali per Munari nell'ambito del design: è dell'arte tridimensionale che Munari si occupa principalmente ora, e soprattutto, più che al processo produttivo, al processo di progettazione. Il Munari-designer di questi tempi fa il giro del mondo, toccando con la sua fama Stati Uniti e Giappone. E' poi alla progettazione didattica per l'infanzia che Munari dedica le sue attenzioni e il suo tempo, tramite la realizzazione di giochi per bambini, libri, illustrazioni e laboratori.

Insomma, Munari non si ferma mai. Partendo dall'esperienza futurista, senza tralasciare tutti i movimenti d'avanguardia, nel clima e nel contesto milanese, riesce a svilupparsi e a maturare, creando uno stile unico che lo contraddistingue sempre, in ogni disciplina. Non tralascia nessun linguaggio, non si fa ingabbiare in alcuna corrente, ma attinge ad ogni tipo di arte per crearsene una che è solo sua e che si sviluppa e ramifica in numerosissimi ambiti.

Sempre in divenire, Munari, fino alla sua morte: il 30 settembre 1998.

Lascia in eredità un nuovo modo di progettare, una nuova estetica e numerose illustrazioni, grafiche, oggetti e oggetti di design, che lo tengono in vita fino e oltre ai giorni nostri.

 

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