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Profughi siriani a Milano. Obiettivo: passare la frontiera

L'emergenza siriana è da un anno a questa parte uno degli argomenti chiave della cronaca italiana e non solo.  A Milano in particolare sono stati accolti circa 15.ooo profughi e la città pare sia al collasso. Ma cosa succede veramente dal momento che arrivano a Milano? I dati sorprendono. L'Italia nella maggioranza dei casi non è la destinazione finale e Milano costituisce spesso una strategica  porta d'accesso per raggiungere  Germania, Belgio e i paesi scandinavi. L'obiettivo è quello di ricongiungersi con familiari già presenti in questi paesi. profughi-siriani

I numeri forniti dal Comune di Milano parlano chiaro: solo 35 profughi hanno chiesto asilo politico in Italia (dati aggiornati al 9 luglio 2014).  Si fermano per poco tempo , 5 o 7 giorni in  media, o comunque il tempo necessario per organizzare la tappa successiva del viaggio che ha come mete  l'Austria  e la Svizzera e da lì proseguire poi il viaggio in treno. Per questo motivo i clandestini non vogliono farsi identificare qui in Italia, perché qualora ciò avvenisse, sarebbe impossibile essere accolti in un altro stato. 

In mancanza di una politica di immigrazione regolare per l'Europa, il passaggio verso  le destinazioni desiderate è affidato a fughe clandestine, gestite da  passatori di frontiera a volte legati alla criminalità organizzata.  Fughe, che se per certi aspetti possono considerarsi meno pericolose delle traversate in mare, non sono di certo meno costose. 1.500 euro  è la media del prezzo pagato per un passaggio in auto oltre frontiera, stando ai dati  forniti dal mensile di strada Scarp de' Tenis.  Solitamente i viaggi hanno successo e i respingimenti costituiscono un numero esiguo.

Così è andata anche per  Suraya, la “figlia di Milano”, come  è stata ribattezzata la prima bambina siriana nata a Milano il 7 maggio scorso. Suraya e la sua famiglia erano ospitati presso la casa di accoglienza di via Salerio che ha preso poi il suo nome:  una mattina però non li hanno più trovati. Era la seconda volta che tentavano una fuga notturna, come racconta Scarp de' Tenis. Stavolta pare abbiano avuto successo.

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