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Igor Mitoraj. Classicismo e Postmoderno dello scultore che amava l'Italia

In ottobre il mondo dell'arte ha subito una grave perdita: quella di Igor Mitoraj. E' considerato uno dei più grandi scultori contemporanei, il cui successo internazionale fu sancito al New York Academy of Art nel 1989 .

mitoraj foto 400x244Nato in Polonia nel 1944, residente in Francia, ma molto attivo nel suo studio di Pietrasanta in Versiglia, dove l'artista era cittadino onorario dal 2011, e alla quale ha donato diverse opere come il Minotauro

accanto alla chiesa di Sant'Agostino.  In realtà si forma come pittore all'Acccademia di Cracovia, sotto la guida Tadeusz Kantor. La sua prima personale polacca è del 1967, ma già dal 1968 lo vediamo attivo a Parigi. Decide in seguito di passare un anno in Messico, affascinato dalla cultura latino-americana, e torna a Parigi con un forte stimolo verso la scultura. Il 1974 lo vede impegnato in una personale presso la Galleria La Hune, dove vengono esposte le sue prime opere plastiche. In quel momento decide che la sua strada artistica proseguirà con la scultura. Si ferma per lunghi periodi a New York e in Grecia, esplorando il moderno e il classico, poi viaggia verso l'Italia alla fine degli anni settanta, dove a Carrara impara la lavorazione del marmo, dopo alcuni anni sperimentali sul bronzo. Non lontano, a Pietrasanta, verranno prodotte le opere che ricorderemo a lungo, che sono già entrate a pieno titolo nella storia dell'arte italiana. Questo perchè il grande artista riconosce il merito, come si vede in un'intervista del 2011, della sua evoluzione artistica verso la Scultura al nostro paese, e in particolare alla cittadina dove ha deciso di lavorare dal 1983.

La sua attenzione è certamente rivolta al classico, come tanti stranieri che trovano l'essenza della tradizione iconografica d'Italia nelle sue radici greco-romane. I suoi busti possenti, che sembrano provenire da colossi antichi riflettono però la contraddizione dei nostri tempi, dove il recupero classico è già avvenuto a più riprese e dove la storia ha lasciato nelle nostre vite, e quelle delle generazioni precedenti, delle ferite. La modernità è già passata lasciando spazio alla contemplazione dei suoi cocci, e con essi possiamo ricostruire un presente. Questo vediamo nelle magnifiche illusioni di forza e compattezza di Mitoraj: opere dell'età postmoderna. L'anatomia rappresentata è in effetti frutto di un troncamento, arti o teste, come se fosse una parte di un tutto non recuperato, o irrecuperabile, ostentando un danno subito.

mitorajagrigentoNelle interviste colpisce la sua umiltà, quando dice di non credere nel messaggio insito programmaticamente nell'opera, ma ritiene un valore aggiunto il fatto che l'oservatore lo trovi da sè. Però egli stesso definisce la scultura di un viso completamente bendato come rappresentativa della sua visione: è ciò che in parte si legge e in parte viene celato, o cancellato, che dona l'espressione più viva. Quindi, nella nostra interpretazione, è ciò che ha subito ferite ad essere più interessante, più intenso e vicino all'uomo per la sua storia vissuta.

Mitoraj è stato il primo artista contemporaneo presente accanto alle vestigia della Magna Grecia di Agrigento: scelto nel 2011 proprio per la sua "modernità dell'antico". Le sue opere sono accostate a quelle già presenti nel Parco Archeologico e  ritraggono personaggi mitologici ben riconoscibili.

Oltre alle mostre già citate, ricordiamo quelle presso: il Museo di Castel Sant’Angelo a Roma nel 1985; la sala personale presso la Biennale di Venezia del 1986; Palazzo Strozzi a Firenze nel 1987; presso il Castello Sforzesco a  Milano nel 1991; al Museo d’Arte Moderna a Lugano, 2003; Piazza e Museo Nazionale, Poznam, Polonia 2003, i Mercati di Traiano, Roma nel 2004; Jardins des Tuilleries di Parigi, 2004; Ca’ Pesaro, Venezia, 2005.

Rilevanti allestimenti sono anche per sculture monumentali in spazi pubblici, alcuni in Italia sono: a Osio Sotto nel 2007, opera assunta a nuovo monumento alla memoria dei Caduti per la Patria, a Roma le porte di bronzo della Basilica di Santa Maria degli Angeli, 2009. Suoi lavori si trovano anche in numerose collezioni pubbliche in tutto il mondo. Ancora in corso a Pisa, nel Campo dei Miracoli la grande retrospettiva " Angeli", per festeggiare i 950 anni della Fondazione della Cattedrale. La sua ultima testimonianza è lasciata in Toscana.

Michela  Ongaretti

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