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La nuova Normalità Bancaria

nuova-normalita-bancariaA partire dal 2008, inizio della grande crisi di questi anni, abbiamo sentito parlare molto spesso, sia negli ambienti finanziari che economici, di “Nuova Normalità”.

Ma a che cosa ci si riferisce esattamente?

Sicuramente al contesto storico in cui si muove oggi sia il mondo dell'imprenditoria sia quello della finanza che si trovano alle spalle un vissuto economico-culturale fatto di equilibri che il tempo ha già consumato e, di fronte, una realtà che conoscono ma di cui non riescono a catturare i ritmi che sembrano scanditi da qualche ordine ancora indecifrabile.

E' la Nuova Normalità, fatta di cambiamenti epocali già avviati da molti anni:

− globalizzazionenuova-normalita-bancaria2

− rivoluzione della tecnologia digitale

− cambiamento del quadro istituzionale europeo

− cambiamento del quadro contrattuale del Lavoro nel nostro Paese

eppure non pienamente colti in tutti i loro possibili sviluppi e, di cambiamenti presenti di cui è ancora difficile capire la portata.

Oggi la “Nuova Normalità” non ci pone di fronte agli anni dell'Economia e della Finanza dopate, in cui l'ingegno finanziario è riuscito a tenere in vita per lunghi anni una ricchezza purtroppo illusoria ma, ci mostra il volto di una realtà molto complessa in cui, finiti i soldi facili, ci costringe ora a misurarci con Competitors che su quei cambiamenti hanno costruito e affinato nuovi modelli per tracciare il nostro futuro.

L'ultimo grande cambiamento di portata storica, avvenuto solo pochi giorni fa e, che ci porterà a parlare di Nuova Normalità Bancaria, è ancora ascrivibile (dopo quello ormai noto avvenuto con il passaggio dalle monete nazionali al cambio unico in euro nel gennaio 2002 con cui si cedeva di fatto la sovranità monetaria all'Europa) al cambiamento del quadro istituzionale europeo: l'Unione Bancaria Europea.

Questo avvenimento, divenuto operativo a partire dal 4 novembre di quest'anno, segna per sempre l'assoluta e indiscussa autorità dell'Europa e non più degli Stati nazionali, sul governo di tutto il sistema bancario europeo.

Di cosa si tratta?

Innanzitutto l'UNIONE BANCARIA EU si fonda su 3 pilastri:

unione-bancaria-europea1. un Sistema di supervisione unico dato alla BCE (Banca Centrale Europea) che avrà autorità diretta su circa 130 banche europee di cui 13 italiane (Carige, MPS, Banca Popolare Emilia Romagna, Banca Popolare Milano, Banca Popolare Sondrio, Banca Popolare Vicenza, Banco Popolare, Iccrea Holding, Intesa San Paolo, Mediobanca, Unicredit, Ubi e Veneto Banca).

2. Un Sistema unico di risoluzione delle crisi delle banche (detto anche meccanismo unico di liquidazione delle banche) che si articola in 3 fasi:

  1. il bail-in che stabilisce che dal 1.01.2016 i primi a rispondere, per il ripianamento dei debiti di una banca nel caso di messa in liquidazione, saranno gli azionisti, gli obbligazionisti subordinati e poi quelli senior e i correntisti per somme oltre i 100 000 €
  2. qualora non bastasse il bail-in, dovra' intervenire lo Stato
  3. infine sarà chiamato il Fondo di risoluzione che verra' finanziato dalle banche nei prossimi 8 anni fino al raggiungimento di 55 miliardi

3. Un Sistema integrato di assicurazione dei depositi che, secondo le intenzioni originarie avrebbe dovuto essere costituito da uno schema europeo di garanzia dei depositi e invece si è infine limitato ad un'armonizzazione di massima del funzionamento dei meccanismi nazionali gia' esistenti rinviando la discussione su un sistema veramente unificato.

L'obiettivo dell'Unione Bancaria Eu è quello di spezzare il circolo vizioso banche-debiti sovrani nelle due direzioni: dal sovrano alle banche e dalle banche al sovrano.
Infatti tra il 2008-2011 gli Stati hanno salvato il sistema bancario mondiale a fronte dell'esplosione del debito pubblico di tutti i Paesi e tra il 2011-2013 le Banche hanno salvato gli Stati attraverso la costante sottoscrizione di titoli del debito pubblico.

Occorre quindi evitare che le sorti avverse di una banca possano trascinare l'economia di un intero Paese e occorre permettere agli Stati di procedere nel risanamento del debito pubblico senza più tener conto degli effetti – eventuali ristrutturazioni - sulle banche (pensiamo per es. alle Cacs, attivabili dagli Stati fin dal 01.01.2013 con cui gli Stati possono ristrutturare il debito pubblico agendo sulle emissioni di durata superiore a 1 anno).

Inoltre, grazie a un sistema bancario europeo sottoposto alle stesse regole, il sistema del credito oggi molto frammentato, potrà trovare nel tempo condizioni uniformi e quindi offrire ai vari sistemi economici pari opportunità di sviluppo (oggi il sistema del credito in un Paese ritenuto sicuro – es. Germania – è molto piu' favorevole rispetto a un Paese ritenuto a rischio – es Italia – perchè il costo del denaro alle banche e di conseguenza a imprese e consumatori, dipende proprio dallo Stato in cui si trovano).

Quali saranno le conseguenze per le Banche per le Imprese e per i Risparmiatori?

La Banca Centrale europea imporrà al sistema bancario nuove e severe regole che metteranno in difficoltà il sistema bancario così com'è strutturato oggi. Cambieranno le regole di Bilancio che imporranno una valutazione del loro patrimonio in titoli non piu' in base al valore di mercato o ipotetico ma al loro reale rischio di mercato.

Le Banche dovranno considerare “sofferenze o debiti incagliati” i crediti il cui pagamento sia in ritardo di 90 giorni (processo di deleveraging secondo cui la ricchezza in bilancio deve essere vera e consistente). La conseguenza ovvia di queste nuove regole sarà si il rafforzamento della patrimonialità delle banche ma anche la maggiore attenzione da parte delle stesse nella concessione del credito a imprese e consumatori.

Le Banche, con una patrimonialità così rafforzata, potranno affrontare nuovi eventuali shock di mercato senza più incorrere in rischi di fallimento.

Perchè, qualora capitasse, non ci saranno più gli stati a salvarle.

Ed ecco il principio del bail-in: se da una parte le banche potranno nei casi di difficoltà utilizzare le azioni obbligazioni e depositi oltre i 100.000 € dei clienti per ripianare le loro perdite, i Risparmiatori dovranno fare molta attenzione a questi strumenti con cui le banche si finanziano da sempre, perchè nel caso di difficoltà, loro saranno i primi a risponderne.

Ciò comporterà una maggiore responsabilizzazione dei risparmiatori che sapranno, d'ora in avanti, di non trovarsi più di fronte alla banca-istituzione (c'era sempre qualcuno pronto per il salvataggio) ma di fronte alla banca-
azienda sottoposta, come qualsiasi altra azienda, alle leggi del mercato.

Questo cambiamento costerà alle banche sistemi di controllo più sofisticati ed economie di scala molto elevati: potranno vincere la sfida con il mercato solo raggiungendo, attraverso la ristrutturazione dei loro modelli di banking sia retail che corporate, sufficienti livelli di efficienza e sostenibilità.

Assisteremo pertanto a un ridimensionamento del sistema bancario così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi (vedi chiusura sportelli, filiali...) e a un consolidamento tra banche piccole e grandi: le banche non solo dovranno liberarsi di tutto ciò che non è più produttivo ma dovranno ristrutturarsi perseguendo logiche di servizi altamente specializzati al fine di poter competere con Player digitali già molto avanzati.

IL VALORE DELLA CONSULENZAvalore-consulenza

Oggi viviamo in un mercato che, in ogni campo, per essere efficiente, deve raggiungere l'eccellenza. Occorre quindi affidarsi a chi, per quella funzione, è uno specialista. Solo così è possibile ottenere il meglio dal nostro investimento.

Il valore della consulenza, come in qualsiasi area di bisogno, va riconosciuto perchè consiste nel ricevere indicazioni non interessate e soprattutto non inficiate da quel conflitto di interesse che ha per anni mosso molte banche a riempire i dossier dei loro clienti con i loro stessi titoli.  Il Consulente ha un'etica professionale che non è mai quella del tornaconto o del titolo del momento, bensì quella della migliore pianificazione di un capitale di risparmio nei confronti delle specifiche esigenze di quella famiglia.

Solo in questo modo la finanza, da strumento malcompreso perchè percepito nell'accezione negativa di mezzo speculativo e quindi pericoloso, riacquista tutta la sua nobiltà di mezzo volto a cogliere il ciclo economico di qualsiasi asset di riferimento, al fine di ottimizzare e assicurare l'equilibrio tra i progetti di vita e le sicurezze desiderate per il nostro futuro.

Dott.ssa Celestina Volpatti

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