Influenza: vittime della prevenzione

medico-di-baseIl caso di cui si discute in questi giorni è la funesta conseguenza dell'ultimo vaccino antiinfluenzale in uso che ha causato alcuni decessi a causa di un grave evento avverso.

Pubblicata oggi la dichiarazione del Presidente AIFA Pecorelli, afferma nel rispettivo Comunicato: «Dopo un’attenta valutazione di tutte le evidenze disponibili, il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza (PRAC) riunito presso l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) a Londra, ha concluso che non esiste alcun nesso causale tra i vaccini antinfluenzali Fluad e gli eventi avversi segnalati in questi giorni».

Agenzia Italiana del Farmaco e Istituto Superiore di Sanità sono concordi nel sottolineare che l’esito delle prime analisi effettuate sui vaccini antinfluenzali FLUAD, appartenenti ai lotti oggetto di divieto di utilizzo (143301 e 142701), è stato completamente negativo.  Tuttavia, restano ancora da vagliare i risultati dei test rimanenti (test di sterilità e di tossicità anormale) che termineranno tra circa tre settimane, ma le caratteristiche dei decessi riportati sembrano già escludere una contaminazione da microrganismi.

Gli esperti rassicurano circa la sicurezza del prodotto, sottolineando i pericoli di una sospensione nell’erogazione e somministrazione del vaccino.

Partiamo da qui: per le cosiddette “classi a rischio” (anziani, bambini e adulti affetti da patologie croniche, donne in gravidanza al II e III trimestre, immunodepressi ecc) esporsi al pericolo di contrarre l’influenza rappresenta una minaccia per la propria salute.

Che cos’è l’influenza e perché può essere pericolosa?

Il quadro clinico e i sintomi che caratterizzano la definizione di sindrome influenzale appaiono decisamente più chiari guardando all’origine del termine influenza: dal latino, influere «scorrere dentro, insinuarsi».

La diagnosi in sé si basa sulla presenza di febbre, infiammazione del tratto respiratorio superiore, più raramente inferiore, mialgia (dolore muscolare), cefalea e debolezza.
Se la sintomatologia è lieve, ma perdura anche 15 giorni, è più probabile che l’origine del malessere sia parainfluenzale.

L’influenza vede il massimo picco di diffusione in inverno, quando il clima rigido non solo costringe al confinamento in ambienti chiusi senza ricambio adeguato d’aria, ma espone il nostro corpo ad ulteriori fattori di stress, indebolendolo.

L’organismo patogeno cui è imputabile l’influenza appartiene ad una famiglia di retrovirus, gli Orthomixovirus, generalmente del ceppo A.
H e N, con cui viene identificato il tipo di virus cui ci troviamo di fronte, sono proteine specifiche che mediano l’interazione del virus con l’ospite (uomo, animale) peculiari di ciascun ceppo virale.

Per quanto riguarda il trattamento, in genere, si raccomanda principalmente il riposo coadiuvato da antipiretici o antiinfiammatori e, nel caso i sintomi perdurino 3-4 giorni o peggiorino, consultare con prontezza il proprio medico curante.

L’influenza non deve essere sottovalutata. Si tratta, infatti, di un problema di Sanità pubblica a tutti gli effetti: contagiosa, ubiquitaria, con possibili gravi complicanze.

Realizzare un vaccino diventa quindi un obbiettivo di primaria importanza.

Detto ciò, davanti ai nostri abili ricercatori e scienziati si pone il problema della variabilità genetica.

Esatto, una parolona altisonante per dire che i virus, coinvolti nell’influenza e non solo, per sopravvivere, essendo parassiti, devono evadere sia la risposta immunitaria propria del corpo umano sia i trattamenti farmacologici che usiamo per contrastare il loro attacco. Così, mutano, cioè modificano il loro aspetto e le loro caratteristiche per rendere difficile progettare molecole in grado di riconoscerli e distruggerli.

Virus mutati” significa “vaccini diversi” e, essendo arduo prevedere tali mutazioni, non sempre è possibile ottenere vaccini validi e sicuri in tempi sufficientemente brevi da contenere il rapido contagio.

Detto questo, ognuno è libero di scegliere in autonomia, meglio se coadiuvati dal consiglio del medico di fiducia, quale sia la soluzione migliore rispetto alla propria storia clinica o alla sua situazione personale, valutando rischi e benefici nell’assunzione di vaccino.

L’importante rimane non cader vittima della superficialità o dei luoghi comuni, valutando la questione con cura e attenzione.

Lolly

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