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Assenteismo festivo tra la pubblica amministrazione

vigili romaIl personale di sicurezza e di nettezza urbana delle metropoli di Roma e di Napoli si trova nell’occhio del ciclone per il grande assenteismo che ha colpito i dipendenti pubblici delle due città.

Ancora una volta il sindaco romano Marino si trova di fronte all’ennesimo scandalo con 835 poliziotti su circa 1000 in permesso di donazione del sangue e di malattia: la percentuale dei malati o congedati con certificato sale all’83,5% nella notte di San Silvestro, serata particolarmente a rischio di incidenti e disagi visti gli assembramenti di cittadini e turisti confluiti nella città eterna per trascorrere il Capodanno tra i festeggiamenti in piazza.

Il primo ministro Matteo Renzi ed il primo cittadini della capitale Ignazio Marino hanno promesso indagini e punizioni per i “finti malati” ma è molto difficile crederlo a fatto avvenuto: come sarà possibile accertare, in modo retroattivo, la liceità di un certificato di malattia?

Sembra che questo PD sia in grado di tornare indietro nel tempo se non addirittura di condurre indagini impossibili!

Il ministro della pubblica amministrazione e della semplificazione, Maria Anna Madia, garantisce punizioni per i dipendenti pubblici colpevoli di “ammutinamento”. Poco credibili le sentenze dei personaggi di spicco del PD e delle politica romana che conta.

Marino sembra ormai un re senza corona, un reuccio-fantoccio in bilico tra polemiche, mafia nella capitale, indagini sul suo entourage e divisioni intestine dei democratici romani.

Renzi ed i suoi ministri (comprese le ministre) paiono ormai dei manichini di bell’aspetto, intenti a rassicurare la popolazione italiana su argomenti poco credibili, improbabili se non impossibili da portare a termine, compresa la lotta contro i tanto temuti “fannulloni” della PA, già rintracciati come problema da Renato Brunetta, allora ministro della pubblica amministrazione e dell’innovazione.

Forse il problema è proprio culturale, di matrice sociale e collettiva poiché la PA è sempre più vista come un muro di gomma contro cui nessun governo può imporsi, se non di facciata.

Una certezza della pena potrebbe essere un buon deterrente vista la gravità della situazione che circonda la cittadinanza sempre più bisognosa di personale di sicurezza e di nettezza urbana in città caotiche, molto popolate e multiculturali con evidenti problemi di convivenza tra culture diverse (visti i recenti episodi dei quartieri romani di Tor Sapienza ed Infernetto).

In seconda analisi, ma non di minore importanza, è la demoralizzazione a cui vanno incontro i dipendenti delle forze dell’ordine, sottopagati per i rischi che corrono e in continua indigenza di mezzi (è capitato che le spese della benzina delle volanti spesso siano state sostenute dai dipendenti stessi).

Insomma, concludendo, questa classe dirigente politica dovrebbe farsi un bell’esame di coscienza prima di dichiarare che Roma potrebbe ospitare le prossime olimpiadi del 2024: prima c’è molto lavoro da fare…

Stefano Todisco

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