Legge delega 67/2014: i punti qualificanti

legge ugualeLe nuove disposizioni  in materia di “pene detentive non carcerarie e depenalizzazione”, previste nello schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri per dare attuazione alla legge delega 67/2014, si prefiggono l’ambizioso primario obbiettivo di decongestionare nel breve termine il pesante carico di procedimenti giudiziari, configurando in pratica nuove cause di “non punibilità” del reato in riferimento a fatti di scarso rilievo penale.

La percezione popolare di dilagante impunità, e il conseguente iniziale allarme sociale suscitato da questo documento nell’immediatezza della sua pubblicazione, è stato comunque sensibilmente ridimensionato da alcune rassicuranti  “precisazioni”  fornite dal Ministero della Giustizia il 23 dicembre us.

Alla luce di tali precisazioni, nonché ad un esame approfondito della nuova normativa, possono essere tracciati i seguenti punti qualificanti della delega:

  • Per la sua applicabilità occorrerà la sussistenza di una serie di presupposti  tassativamente predeterminati  che tengano in debito conto tutte le finalità della legge, fra cui quella volta a riservare espressamente al reo privo di precedenti penali una sorta di seconda possibilità. Trattasi insomma di un trattamento benevolo non indirizzato  erga omnes, ma selettivamente  verso chi, avendo tenuto una condotta antigiuridica oggettivamente non importante, si sia reso colpevole di un unico reato non collocabile nel contesto logico di disegni criminosi complessi. A tal proposito il nuovo art.131 bis c.p.  stabilisce i principi fondamentali ai quali si dovrà fare riferimento per la sua corretta applicazione: la “particolare tenuità del fatto”,  “la modalità della condotta” e la “esiguità del danno o del pericolo”. Sarà dunque essenziale che il singolo comportamento illecito non si possa in alcun modo ricollegare ad altri fatti delittuosi, se pur di lieve entità.
  • Non offrendo l’istituto alcuna possibilità di applicazione per i casi di delinquenza abituale o reiterata, la decisione di “proscioglimento” per “tenuità del fatto” verrà iscritta nel casellario giudiziale, ad escludere che della nuova normativa possano beneficiare soggetti non meritevoli di clemenza. Inoltre si precisa che, nonostante i reati oggetto della legge delega 67/2014 siano quelli sanzionati con “pena pecuniaria, sola o congiunta a pena detentiva”, e quelli che prevedono una pena massima non superiore a 5 anni, resta salvaguardata tutta una lista di illeciti dichiaratamente esclusi (fra i quali lo stalking, i maltrattamenti in famiglia, l’abusivismo edilizio,il furto aggravato, il maltrattamento di animali, le violazioni in materia di sicurezza pubblica) per i quali non vi sarà alcun alleggerimento delle sanzioni penali vigenti.
  • I domiciliaridiventeranno la pena principale da applicare sia per le contravvenzioni che attualmente prevedono l’arresto, sia per i delitti puniti con la pena della reclusione fino ad un massimo di tre anni. Contrariamente, se la reclusione prevista supera i tre anni ma non va oltre i cinque, il giudice baserà la sua decisione valutando caso per caso la gravità del reato e la capacità a delinquere dell’imputato.
  • Tutte le infrazioni finora punite con sola multa o ammenda, unitamente ad alcune specifiche fattispecie, saranno trasformate in semplici illeciti amministrativi.
  • L’immigrazione clandestina sarà depenalizzata; non così il reingresso dell’immigrato compiuto in violazione di un provvedimento di espulsione, che resterà invece pienamente sanzionabile.
  • L’imputato di un reato punito con la “reclusione fino a quattro anni o con pena pecuniaria, o per il quale sia prevista la citazione diretta a giudizio”, potrà chiedere la “sospensione del processo con la messa alla prova”, rendendosi prontamente disponibile per lavori di pubblica utilità o per comportamenti di tipo risarcitorio.
  • In “assenza dell’imputato” non si procederà più in contumacia, ma l’autorità giudiziaria disporrà la sospensione del processo – la quale produrrà di per sé anche la sospensione dei termini per la prescrizione del reato - senza tuttavia interrompere l’acquisizione delle prove non rinviabili. Trascorso un anno, il giudice disporrà nuove ricerche dell’imputato le quali, in caso di persistenza dell’assenza, saranno rinnovate di anno in anno.

A parte la cancellazione della contumacia, che lascia spazio a perplessità ed interrogativi di non poco conto, la legge delega 67/2014 non parrebbe poi così permissiva come era parso di capire ad una prima sommaria lettura, né sarà in alcun modo pregiudizevole del diritto al risarcimento del danno delle persone offese, in sede civile. In conclusione, per quanto perfettibile, questa delega qualche effetto positivo potrebbe anche produrre nel disastrato e desolante panorama della giustizia penale italiana, posto che risultino predisposte le coperture finanziarie necessarie per la sua operatività.

Mirella Elisa Scotellaro

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