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Milano capitale del disegno e del marchio “Made in Italy”

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Ferruccio Dardanello, presidente dell’Unioncamere Brevetti, Marchi e Design, ha presentato il rapporto 2014 sulla tutela della proprietà industriale in sede comunitaria. Si tratta di una relazione dettagliata, finalizzata a consegnare alle istituzioni e alle imprese nazionali uno strumento di grande utilità per l’elaborazione di futuri piani imprenditoriali  innovativi diretti a potenziare la caratterizzazione, la competitività e la commercializzazione dei prodotti.

Il lavoro di Unioncamere non lascia spazio a dubbi: l’Italia contribuisce per una percentuale complessiva che oscilla tra l’8 e il 10% al totale dei brevetti, marchi e disegni presentati dai Paesi comunitari, una fetta decisamente importante del tutto. Ma, se scendiamo nel dettaglio, scopriamo che la Lombardia risulta al primo posto fra tutte le regioni italiane, e che  Milano è la capitale indiscussa del disegno e del marchio Made in Italy.

Di questo primato i cittadini milanesi possono essere fieri a buon diritto perché da questa laboriosa città provengono il 16% dei brevetti,il 18,4% dei marchi comunitari di questi ultimi dieci anni, oltre al 15% dei disegni depositati allo Uami, Ufficio per l’armonizzazione del Mercato Interno, nei cinque anni appena trascorsi. I settori per i quali maggiormente si fa ricorso alla protezione legale del disegno italiano sono - come al solito - la moda (abbigliamento, accessori, cuoio e pelle lavorati) l’arredamento (design di interni e illuminotecnica) e il packaging.

Per quanto concerne l’identificazione dei campi tecnologici trainanti, in prima linea ci sono le cosiddette tecnologie verdi – con un trend in continua crescita -  interamente ispirate al rispetto per la natura e l’ambiente nonché al recupero del rapporto uomo-territorio, e poi le tecnologie abilitanti, le cosiddette Ket, le quali rappresentano le basi per la costruzione di nuovi sistemi tecnologici complessi, e che, stando ai dati raccolti, per il 73% sono direttamente ricollegabili alla manifattura avanzata.

Nonostante queste informazioni  sicuramente confortanti, c’è comunque da sottolineare che l’intero settore tecnologico europeo registra in quest’ultimo periodo un calo del 3%, e che tale decremento indica una tendenza negativa in atto la quale, per doverosa prudenza, è bene non sia lasciata passare inosservata.

Mirella Elisa Scotellaro

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