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Laureato, 28 anni... clochard a Milano da quando ha perso il lavoro

Laureato di 28 anni perde lavoro e diventa clochard, a MilanoLaureato 28enne si ritrova in strada dopo la perdita del suo lavoro, questa è la drammatica storia di un giovane di Milano che oggi vive in Piazza San Babila, sotto i portici. Tramite l'intervista rilasciata a "Il Giorno" scopriamo la sua storia (alla fine dell'articolo un aggiornamento che è doveroso portare alla vostra attenzione).
Andrea è orfano, non ha una famiglia alle spalle che lo possa aiutare. "Mi sono laureato alla Statale di Milano" racconta il giovane e spiega che nel 2010 ha conseguito poi il Diploma al Conservatorio, con enormi sacrifici è riuscito a studiare - ha studiato tanto - mentre lavorava. A circa 20 anni infatti ha trovato un lavoro stabile nel campo della contabilità, con questo impiego si è mantenuto e ha pagato i suoi studi. Il lavoro procedeva bene e quando ha ricevuto una offerta allettante l'ha presa al volo: "Sono stato assunto da una multinazionale. (...) Dopo 4 anni è fallita, dalla sera alla mattina mi sono trovato senza lavoro". E tutto è precipitato. Nonostante l'esperienza e i suoi studi, purtroppo non è più riuscito a trovare un altro lavoro duraturo, solo per qualche mese ha lavorato come cameriere. Velocemente sono finiti i risparmi e Andrea ha dovuto lasciare l'appartamento in cui era in affitto. 
Da 8 mesi Andrea vive sotto i portici in Piazza San Babila, nel centro di Milano. Ogni pomeriggio si reca in biblioteca, qui dalle postazioni internet gratuite cerca lavoro, manda CV e si tiene informato. Ha una borsa ventiquattrore, si tiene in ordini i capelli, la barba e i vestiti che indossa. Per quanto riguarda la mensa si rivolge quotidianamente a L'opera di San Francesco, sita in tra piazza Tricolore e piazza Risorgimento. E chi conosce Milano ha senz'altro visto la lunga coda formata da centinaia di persone in fila per avere un pasto caldo, giovani, vecchi, italiani, stranieri. Al giornalista de "Il Giorno" Andrea racconta della sua speranza di trovare un lavoro e di tornare un giorno ad avere un tetto sulla testa. Perché vivere in strada è molto duro: "Riscopri gli istinti più primitivi: il primo pensiero è mangiare, poi coprirsi e dormire. Non in dormitorio, però. Lì non mi sento sicuro".
Aggiornamento di sabato 24 gennaio
Dopo che la storia di Andrea è stata diffusa da molti giornali e siti, tra i quali anche il nostro, alcune persone hanno iniziato a commentare l'articolo de "Il Giorno" - che aveva raccolto la testimonianza del giovane - affermando di conoscere Andrea e dichiarando che la sua storia è un po' diversa da quella raccontata: ossia non sarebbe laureato alla Bocconi, avrebbe una sorella e una fidanzata e non sarebbe un clochard. Bufale.net sta cercando di comprendere meglio la situazione approfondendo le nuove versioni che stanno emergendo in questi ultimi giorni.
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