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Alessandro Preziosi a Milano con il Don Giovanni

don giovanni“Don Giovanni”. Nell’uso comune, questo personaggio è stato eletto per antonomasia ad emblema dell’uomo dal fascino prepotente, dedito al libertinaggio più sfrenato.

Descritto nell’immaginario femminile come bello, astuto e intrigante, invidiato in quello maschile per sfrontatezza e “savoir faire”, nella realtà di Molière, il Don Giovanni fatica a guadagnarsi il titolo di “eroe negativo”, affiancando al potente fascino ammaliatore un fondo non trascurabile d’inesorabile cinismo e ipocrisia.

Ebbene sì, nessun riscatto per il protagonista, proprio come nella vita di tutti i giorni, ed è proprio grazie a questa analogia che il Don Giovanni, oggi, si conferma un’opera di estrema attualità.

Alessandro Preziosi, nel ruolo di regista e interprete, si propone come moderno Don Giovanni al Teatro Nuovo di Milano dal 03 al 15 febbraio.

Quest’opera, una coproduzione TSA Teatro Stabile d’Abruzzo e Khora.teatro, tradotta e adattata da Tommaso Mattei, pone degna conclusione alla trilogia di riproposizione di classici seicenteschi, dopo Amleto e Cyrano, grazie alla quale l’interprete d’eccezione ha già riscosso numerosi consensi oltre al Premio Maschera D’oro 2014.

Se le premesse inerenti la destinazione “popolare” e l’ampio margine di fruizione per le quali l’adattamento è stato disegnato sono ben chiare fin dal principio, sicuramente appare una sorpresa il ruolo “catartico” per cui Preziosi prepara il proprio Don Giovanni.

alessandro preziosi

Il regista, infatti, consapevole dell’indole del proprio personaggio, decide di tentare dove Molière non è riuscito, conquistando per il proprio Don Giovanni il titolo di “eroe negativo”. Infatti, con una palese dichiarazione d’intenti, ci spiega: «In una società, che oramai, sembra implorare la finzione per raggiungere la felicità convivendo nella costante messa in scena di sentimenti, emozioni, anche famigliari, il Don Giovanni di Molière smaschera questo paradigma di ipocriti comportamenti, di attitudini sociali figlie di una borghesia stantia e decadente!!» prosegue Preziosi «Accumula, dunque, Don Giovanni su di sé, come una cavia, l'ipocrisia del mondo, e diviene consapevolmente la vittima sacrificale e contemporanea della società in cui vive».

Insomma, Molière ha scelto per il proprio Don Giovanni la punizione divina come avvertimento a chi usasse lo stesso atteggiamento sacrilego, il cinismo, la prepotenza nei modi e nei sentimenti del famoso libertino.

 Alessandro Preziosi compie un uso diverso del suo protagonista: trasforma il Don Giovanni in una cavia, una cavia offerta alla società perché veda dissiparsi, protetta dallo schermo del teatro, l’emblema della propria vanità. 

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