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Milano centro della Jihad. La città inizia ad avere paura

manuale jihadSi intitola “Elementi di base per la preparazione della Jihad per la causa di Allah”.

E’ il manuale della guerra santa contro gli infedeli, un testo che esalta al martirio, e che contiene i principi basilari ai quali si ispirano una buona parte di quei soggetti che lo Stato ora ritiene estremamente pericolosi per la sicurezza nazionale.

E’ stato scovato una decina di giorni da dai Ros in un appartamento nella città di Milano, un tempo abitato da M. B., un tunisino arrestato in Italia negli anni scorsi: il suo ruolo, secondo le indagini, era quello di spedire combattenti in Iraq, dopo esser stato lui stesso ad addestrarsi in un campo di Kurmal, nel Kurdistan iracheno gestito dall’organizzazione radicale islamica Ansar al Islam.islam

Nel libro, diviso in cinque capitoli, si precisa che esistono due tipi di preparazione alla jihad, quella materiale e quella spirituale. Se quest’ultima consiste nella puntuale e rigorosa osservanza dei precetti della sharia, la preparazione materiale prevede una sottomissione a regole precise per amministrare la propria formazione militare. "Il vero musulmano “ si legge  “per innalzare la parola di Dio, deve essere un credente che ha fede nel jihad, perché durante l’addestramento militare i fratelli corrono numerosi rischi, talvolta anche della propria vita. Il loro dovere è, attraverso l’addestramento, purificare il pensiero per innalzare la parola di Dio e far sì di non temere nulla, neppure la morte". Il manuale ribadisce poi che l’addestramento è un obbligo, tanto che è lo stesso Allah che comanda ai musulmani di prepararsi al jihad, e ricorda come sia dovere di ogni musulmano contribuire economicamente alla causa, mettendo a disposizione somme di denaro destinate anche all’acquisto di armi.

"Contro loro”, si legge ancora, “ tenete pronta la forza fino all’estremo del vostro potere, attraverso azioni di guerra, spargendo terrore fra i vostri nemici e quelli di Allah".

Nemici che non sono solo gli eserciti ma tutto il mondo occidentale, ovviamente quello ebraico e anche i regimi dei paesi arabi che non rispettano la sharia.

“Per realizzare gli obiettivi propri del jihad”, c’è scritto nel manuale, “ vanno colpite le popolazioni, senza distinzioni tra civili e militari".

E’ curioso come ad una prima lettura di questo manuale del terrore, si riconosca una certa affinità con le leggi razziali, varate nella prima metà del Novecento dalla Germania nazista.

La storia sembra ripetersi, e se ora siamo in possesso del loro “libretto di istruzioni” per la costruzione di questa guerra, che sembra non essere che ai suoi esordi, cosa dobbiamo aspettarci per il prossimo futuro?

Sarà forse il caso di festeggiare il nuovo anno trasformando le nostre cantine in solide e sicure trincee, come ben insegnano i nostri antenati, per proteggerci dall’attacco nemico?

La beffa, come a farlo apposta, arriva alla vigilia del 27 Gennaio, riconosciuta come la Giornata nazionale della Memoria.

Elisa Bellino

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