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Stato e prospettive della nostra economia: le verità nascoste

E’ ufficialmente riconosciuto: le strategie europee sono state disastrose e, in previsione, porteranno  nuova povertà e nuove tasse, ma nessun governante ce lo dice.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro, fra le Note tematiche del proprio sito istituzionale, ha reso pubbliche le risultanze di uno studio effettuato dall’economista Lorenzo Codogno relativamente agli effetti che sull’economia italiana hanno prodotto le politiche imposte dall’Europa. E’ necessario ricordare, per chi non ne fosse al corrente, che costui non è un ignoto opinionista minore, ma è (e lo sarà fino al Marzo del 2015) il super manager di via XX Settembre, dal 2006 a capo dell’analisi e della programmazione economica e finanziaria; l’uomo chiave il quale, unitamente alla dirigente generale Maria Cannata, ha l’incarico di gestire le relazioni con gli investitori internazionali per indurli all’acquisto di titoli del debito pubblico italiano.

Di seguito si riportano alcuni  stralci, estrapolati dalla sopra citata Nota Tematica  di Codogno:nuova-normalita-bancaria2

  • “La strategia Europa 2020 si basa sulla strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione che è stata adottata nel 2000, rinnovata nel 2005 e rimasta in essere sino al 2010… doveva essere la strategia a medio e lungo termine per la crescita nell’UE, ma a cinque anni dalla sua introduzione è ancora lontana dal raggiungere i suoi scopi.”
  • “La prolungata crisi economica ha svolto un ruolo importante nell’ostacolare i progressi verso il raggiungimento degli altri obiettivi di Europa 2020. Anche nei casi in cui vi è del progresso, la situazione è meno chiara di quanto non sembri.”
  • “In una certa misura, la crisi ha anche aiutato gli Stati membri ad avvicinarsi al raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici, a causa del  minor livello di produzione (e quindi di emissioni CO2)e della diminuzione della domanda complessiva di energia.”
  • “Ad ogni modo, le prestazioni più preoccupanti sono quelle rispetto agli obiettivi sociali. È probabile che l’obiettivo d’occupazione non verrà raggiunto nel 2020 e che vi sarà un aumento della popolazione in stato di povertà e di esclusione sociale.”
  • “Il risanamento di bilancio ha portato a tagli generalizzati alla spesa che hanno avuto come conseguenza la riduzione degli investimenti in R&S che rischia di produrre un impatto negativo nel lungo termine attraverso una ridotta capacità d’innovazione e tassi di crescita potenziale.”
  • “L’attuazione della strategia negli ultimi anni ha evidenziato una serie di carenze.”
  • “Peraltro, la strategia Europa 2020 non comprende l’integrazione e la regolamentazione dei mercati finanziari e non incorpora direttamente neppure le azioni per il rafforzamento del Mercato Unico. Infine, non è stato fatto uno sforzo sufficiente per rendere le azioni a livello nazionale più specifiche e rispondenti alle esigenze di ciascun singolo paese”.
  • “Un aggiustamento fiscale può divenire il presupposto per una crescita economica sostenibile in futuro”.

FONTE: Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento del Tesoro -  Nota tematica n° 2, luglio 2014,  di Lorenzo Codogno

E’ da sottolineare come l’estrapolazione delle frasi, eseguita dopo la lettura integrale del testo originale, è stata operata in modo da non alterare da un punto di vista sostanziale le conclusioni  del documento, attraverso cui si ammette apertamente che: la strategia di Lisbona ha fallito l’obbiettivo della crescita economica; anche nei casi di progresso, la situazione appare poco chiara; il lieve miglioramento dell’ambiente da un punto di vista ecologico non è frutto di politiche ad hoc, ma della minore domanda energetica per il crollo delle attività produttive; di questo passo gli obbiettivi per l’occupazione entro il 2020 sono destinati a saltare, con conseguente aumento della povertà; i tagli effettuati in bilancio comprometteranno Ricerca e Sviluppo con ripercussioni negative nel lungo termine; la strategia europea ha evidenziato una serie di carenze, non è servita praticamente a niente, né ai mercati finanziari, né al Mercato Unico, né alle esigenze di ogni singolo Paese dell’Unione.

In concreto, detto in altre parole, i cosiddetti “compiti a casa” imposti finora dall’Europa della Signora Merkel e delle banche, non hanno sortito alcun risultato positivo, ma – potremmo aggiungere senza timore di sbagliare - solo incalcolabili effetti collaterali negativi.

Stando all’interpretazione letterale della Nota tematica, inoltre, la soluzione per rilanciare in futuro la “crescita economica”  - come evidenziato nell’ultima proposizione fra quelle sopra citate -  passerebbe attraverso un presupposto basilare, cioè un “aggiustamento fiscale”. E noi tutti sappiamo bene come, con questa espressione,  si faccia riferimento a nuovi aumenti delle tasse e delle imposte.

Siamo di fronte al riconoscimento disinvolto quanto incontrovertibile di un disastro annunciato che ha drammaticamente investito intere popolazioni (fra le quali la nostra), un tracollo voluto con determinatezza dai poteri forti di Bruxelles , ampiamente illustrato e argomentato in tutta la sua insensatezza da parte dello stesso “Numero Uno” del Dipartimento del Tesoro italiano. Ciò nonostante, gli  Euroburocrati continuano con arroganza ad invocare austerità e leva fiscale, agitando lo spettro dell’intervento di una troika autoreferenziale, non legittimata da alcuna elezione democratica.

Anche l’ultimo acquisto di titoli di Stato dei Paesi membri da parte della BCE non farà che accrescere l’ammontare del debito pubblico degli stati in difficoltà (andando a colmare temporaneamente un po’ di buchi di bilancio delle banche) senza dunque toccare le imprese private in gravissime difficoltà, se non in misura assolutamente impercettibile: nella migliore delle ipotesi, a queste ultime potrebbe arrivare un 20% del tetto massimo concesso ad ogni Paese membro.

Ben conoscendo l’effettiva  condizione  della situazione economica italiana presente e futura,  il nostro governo continua spudoratamente a chiedere fiducia agli Italiani, a prospettare una imminente fine della recessione  che non è   nella realtà, a presentare, tra chiacchiere e sofismi,  fantasiosi progetti  - presuntamente finalizzati all’occupazione e alla crescita - che sono autentiche “scatole vuote”.

E’ una infinita e vergognosa televendita di menzogne, ad opera di imbonitori senza scrupoli, quella che attraverso gli schermi dei nostri televisori ci viene propinata quotidianamente dai Signori del potere. Ciò che davvero ci aspetta è nelle righe di rapporti ufficiali come quello di cui in questo articolo sono stati  riportati brevi ed eloquenti paragrafi: impoverimento, aumento della disoccupazione e nuove tasse!!!

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